Rinnovi demaniali. Suap: «al Comune la legge è optional»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Nota dell'ufficio legale di Fiba-Confesercenti: «Il Comune applichi la legge». La Torre e Gorilla: «Non siano fattori esterni a modificare l'applicazione delle norme dello Stato»
«Il Comune di Pescara, ufficio Suap, ha recentemente posto in essere gravose procedure amministrative di rinnovo delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo, con richiesta di produzioni documentali ed altri oneri non previsti dalle leggi vigenti». Lo denuncia Fiba-Confesercenti.
«Le concessioni dei beni demaniali marittimi (stabilimenti balneari, esercizi di ristorazione e somministrazione di bevande, esercizi commerciali, noleggio imbarcazioni, ecc.), indipendentemente dalla natura o dal tipo degli impianti previsti per lo svolgimento delle attività, hanno durata di sei anni» ricorda infatti l'ufficio legale di Fiba-Confesercenti, «e alla scadenza si rinnovano automaticamente per altri sei anni e così successivamente ad ogni scadenza, fatto salvo il secondo comma dell'articolo 42 del codice della navigazione Gli atti di rinnovo della Regione Abruzzo 2002/2007 contengono inoltre, esplicitamente, la clausola del tacito rinnovo (punto 10) e la precisazione che l'obbligo di comunicazione alla Regione (oggi ai
Comuni) riguarda solo l'ipotesi in cui il concessionario non intenda proseguire il rapporto di concessione: in tal caso per evitare il tacito rinnovo dovrà inviare all'amministrazione concedente esplicita disdetta entro il 31 ottobre dell'anno di scadenza (punto 16)».
Inoltre, «con deliberazione della Giunta Regionale d'Abruzzo n ° 1119 del 19/11/2007, si è stabilito un iter unico regionale per il rinnovo delle concessioni in oggetto. Tale delibera stabilisce che le sole documentazioni da fornire sono: Certificato CCIAA con antimafia e vigenza.
«Per questo» dice ancora l'ufficio legale di Fiba-Confesercenti «il Comune di Pescara dovrà limitare a consegnare ai concessionari il nuovo titolo con il quale si prende atto dell'avvenuto tacito rinnovo della concessione. Rammentiamo infine che, ai sensi dell'articolo 74 del DPR 445/2000 costituisce violazione dei doveri d'ufficio la mancata accettazione delle dichiarazioni sostitutive di certificazione o di atto di notorietà (articoli 46 e 47 del Testo unico sulla documentazione amministrativa – DPR 445/2000)».
«Non possono essere fattori esterni» aggiungono infatti il presidente di Fiba-Confesercenti Antonio La Torre e il coordinatore Ciro Gorilla «a modificare le leggi dello Stato italiano e la loro applicazione».

19/12/2007 13.42