Centro Oli. Sul Bura la deliberazione, a Palazzo Sirena la bocciatura

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Centro Oli. Sul Bura la deliberazione, a Palazzo Sirena la bocciatura
ORTONA. E' sul Bura del 14 dicembre la deliberazione approvata dal consiglio comunale del 4 ottobre scorso relativa alla richiesta di permesso di costruire il centro di produzione dell’Eni. Un nuovo passo in avanti verso la chiusura della procedura amministrativa.
Nel documento ufficiale la Regione risponde alle osservazioni mosse dal cittadino Rocco Cacciacarne, in merito all'inquinamento ambientale.
L'amministrazione regionale dice che è tutto in regola e allega i pareri favorevoli di Asl e Arta.
No si fa per nulla cenno alle anticipazioni del Mario Negri sud che tanto stanno facendo parlare (oltre che dividere la politica).
Dalla documentazione prende anche forma con precisione il progetto della miniraffineria e tra la posizione di fondamenta, cabinati strumentali ed elettrici, deposito costiero, aree pavimentate, recinzioni, barriere fono assorbenti, cancelli in grigliato salta fuori anche un parcheggio pubblico e un'area a verde pubblico.
Si chiede poi di approvare «l'allegata convenzione», che in realtà, nella versione on line del Bura non c'è.
Che sia stata una dimenticanza solo virtuale o è così anche nel documento ufficiale, quello cartaceo, che secondo la Regione è l'unico ad avere valore giuridico?
La convenzione, pure questo un atto pubblico, è fra i documenti più importanti, stato al centro del dibattito proprio nel consiglio comunale e prevede tutta una serie di opere a carico dell'Eni.
Ieri, intanto, a Palazzo Sirena, nonostante la neve si è tenuto il Forum su iniziativa del Comitato Natura Verde, in merito alla questione del Centro Oli.
La discussione si è subito animata quando l'intervento dell'assessore regionale Caramanico è stato interrotto dal signor Angelo Paolini di Francavilla di 76 anni che è stato in seguito invitato sul palco ed ha potuto esporre, come ha egli stesso sottolineato, «le ragioni del popolo», peraltro applauditissime dalla platea.
Come pure molto apprezzato l'intervento di Nino Di Bucchianico (della dirigenza Uiltrasporti) il quale, in aperto contrasto col segretario Regionale e con altri esponenti del sindacato -come anticipato da PrimaDaNoi.it- che su questa sponda si sta rivelando uno dei più accesi sostenitori del Si all'insediamento petrolifero, ha denunciato invece il netto No degli iscritti.
E' intervenuto anche l'onorevole Amedeo D'Addario che ha chiesto alla politica di riscattarsi dalla «colpevole ignavia» che ne ha caratterizzato il «lassez faire», invitando l'Eni ed i rappresentanti delle istituzioni ad una moratoria di 6 mesi e ad un confronto serio con la popolazione.
E' stato gradito anche l'intervento di Angelo Cicchelli dell'Università D'Annunzio che ha prodotto un documento della comunità vitivinicola internazionale la quale richiede un "pedigree" di eccellenza (con particolare riferimento alle caratteristiche ambientali dei luoghi di produzione) ai vini che vogliono entrare nel circolo dei migliori della classe (posizione ancora oggi detenuta dalle nostre case di produzione).
Direttamente dalla California State University di Northrdige di Los Angeles è intervenuta "in differita" la Prof.sssa Maria Rita D'Orsogna, autrice di uno studio internazionale sui danni alla salute umana causati dall'idrogeno solforato (la pericolosissima sostanza che, in ogni caso, verrebbe immessa nell'atmosfera dai camini del Centro Oli) la cui stessa esistenza era stata nei giorni scorsi messa in discussione dall'intervento del presidente del Consiglio Comunale di Ortona, Remo Di Martino.
Altri relatori Gaetano Basti (Arta) ed il capogruppo al Consiglio Regionale di Italia dei Valori Bruno Evangelista, autore di un progetto di legge relativo ai permessi di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi.
In più di una occasione è stato fatto notare come il fronte dei favorevoli sia composto da posizioni di vertice di istituzioni o enti (Comune, Regione, Confindustria, Uil) che però sembrano essere sconfessati dalla loro stessa “base”.
Timidi accenni anche ai conflitti di interesse che sull'argomento hanno acceso molte discussioni.

IDV: «DEL TURCO FERMI TUTTO»

E intanto si aspetta la diffusione integrale dello studio dell'istituto Mario Negri Sud.
Bruno Evangelista, consigliere regionale dell'idv ritiene una manna dal cielo l'anticipazione fornita nei giorni scorsi dalla stampa:
«senza quelle», sostiene Evangelista, «l'Eni probabilmente avrebbe continuato a mantenere il lungo silenzio sulla vicenda delegando semplicemente e probabilmente le proprie argomentazioni a dipendenti dell'azienda per quanto costituiti in un'associazione pro Eni».
Secondo il consigliere dell'Italia dei Valori si deve cominciare a pensare di bloccare «una realizzazione che, anziché portare anche su un piano esclusivamente economico dei vantaggi, determinerà, sia per la brevità dei tempi di estrazione ( massimo 15 anni) che per il deterioramento irreparabile arrecato nel frattempo al marketing della produzione vinicola e al turismo, una secca perdita per il territorio».
E il consigliere di maggioranza rivolge un appello al presidente Del
Turco: «si metta alla testa dell'intera politica regionale e attivi un processo concreto e definitivo in grado di fermare questo insediamento».
Il consigliere D'Alessandro, invece, ricorda «la scelta coraggiosa della Toscana», che «di fronte alle richieste dell'Eni e non ha consentito che il territorio fosse perforato evitando così le conseguenze che oggi l'Abruzzo sta vivendo e conoscendo sulla propria pelle».
«E' doveroso adesso», sostiene D'Alessandro, «formulare proposte alternative ma è evidente che qualunque ipotesi possa avvenire ad una sola condizione: la certezza della salvaguardia della salute dei cittadini».

17/12/2007 11.29
[url=http://bura.regione.abruzzo.it/nuovo1/controllo.aspx?link=4sm_file_025366.htm]LA PUBBLICAZIONE SUL BURA[/url]