Autotrasporti: «non abbiamo risolto niente»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Si era garantito alla categoria degli autotrasportatori che il fermo sarebbe rientrato solo di fronte ad atti concreti, certi e applicabili; «ma così non è stato».
La denuncia arriva dalla Federazione Autotrasportatori italiani che
spiega: «il fermo è stato revocato perchè le confederazioni Cna e Confartigianato hanno scavalcato le federazioni di categoria ed, assumendosi la rappresentanza degli artigiani loro aderenti, hanno deciso che il fermo andava sospeso».
Oggi la Federazione comprende che si deve lavorare «perché almeno quella serie di impegni, per la verità per nulla di nuovo, si trasformino in provvedimenti attuativi».
Per questo hanno presentato un ordine del giorno che impegna il Governo «a dare rapida attuazione ai contenuti del documento, trasformando in provvedimenti concreti i titoli, perché per ora siamo solo in presenza di titoli, contenuti nelle proposte del governo».

«RISULTATO ECONOMICO DELUDENTE»

Economicamente il risultato «è più che deludente».
«Sono stati recuperati dallo Stato i residui, 460 milioni di euro circa», spiega Paolo Ugge, «assorbiti 116 milioni di euro che dovevano ridurre i costi; e messi a disposizione solo 225 milioni, anziché i
575 richiesti. Affermare che abbiamo ottenuto una grande vittoria», continua Ugge, «è dunque molto ottimistico e per lo meno prematuro.
Attendiamo i fatti».
«Mai come adesso possiamo dire di trovarci difronte alla classica "vittoria di Pirro", e di seguito proveremo a spiegare il motivo», commenta Carlo Antonetti, segretario regionale.
Tra le "misure a sostegno dell'autotrasporto" contenute nell'intesa di Palazzo Chigi del 12 Dicembre, una delle vittorie sbandierate sui giornali è stata l'applicazione agli autotrasportatori del meccanismo cd della sterilizzazione dell'accisa sul gasolio: a fronte degli aumenti del costo del petrolio, il prezzo del carburante non muterebbe grazie ad una corrispondente riduzione dell'accisa. Per gli autotrasportatori – precisa il punto 9 dell'intesa – detta riduzione non può comportare una tassazione inferiore al "limite massimo di agevolazione consentito dalla normativa europea" (direttiva U.E
96/2003 del 27.10.203, che ha fissato questo limite in 403 €/1.000 litri), mentre "la differenza sarà destinata a rendere strutturale la riduzione dei pedaggi autostradali".

«NON CAMBIERA' NIENTE»

«Al nostro settore», chiarisce Antonetti, «si applica già, di fatto, un'aliquota ridotta che rappresenta un limite insuperabile, al di sotto del quale non si può scendere. Eventuali diminuzioni dell'accisa al di sotto di questo limite, causati dalla "sterilizzazione", verrebbero recuperati mediate la riduzione ulteriore dei pedaggi autostradali. Soluzione, questa, che nasconde una doppia insidia: se tutto va bene, il nostro settore potrebbe disporre di queste somme soltanto due anni dopo; sembra che si sia trascurato un particolare non proprio secondario, cioè che per i cd grandi utenti, la percentuale massima di sconto sui pedaggi non può superare il 13 %» Il settore autotrasporto si scusa infine con la collettività «se in questi tre giorni di fermo ci sono stati dei disagi sulle strade, ma probabilmente verremo perdonati per aver ottenuto un risultato di cui tutti beneficeranno tranne i trasportatori».
«Se questo fermo fosse stato portato a termine», chiude Antonetti, «sarebbe stato di portata epocale e che avrebbe dimostrato una volta per tutte il peso di questo settore così bistrattato».

15/12/2007 11.48