Il mare torna a mangiarsi la spiaggia, a Portanuova restano 3 metri di sabbia

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1133

Il mare torna a mangiarsi la spiaggia, a Portanuova restano 3 metri di sabbia
PESCARA. Torna il pericolo mareggiate sul lungomare sud di Pescara. Questa notte infatti il mare è tornato a lambire gli stabilimenti, e questa mattina gli imprenditori balneari si sono ritrovati con l'acqua a pochi metri dalle concessioni.
La situazione più critica è all'altezza di viale Primo Vere, dove il mare è arrivato a soli tre metri dalle strutture, e a Villaggio Alcyone, dove la distanza fra mare e stabilimenti non supera ormai gli otto metri con problemi di sicurezza per le strutture turistiche.
«Siamo molto preoccupati» dice Benito Lemme, titolare del «Circolo della Vela», in viale Primo Vere, «perché l'acqua è a soli tre metri dal nostro stabilimento. In questa zona il ripascimento è avvenuto, ma per ragioni che non comprendiamo la sabbia non è stata immessa come in altre zone. Stiamo ancora aspettando risposte valide, ma la situazione sta davvero diventando pericolosa».
«La distanza fra mare e stabilimento ormai è di soli otto metri» racconta anche Giancarlo Lanaro della «Zattera», a Villaggio Alcyione, «ma ci chiediamo perché non partano i lavori per la messa in sicurezza della zona. Solo grazie all'intervento di Confesercenti la Regione ha affidato al Comune risorse per realizzare interventi a difesa del tratto con "difese rigide": ci chiediamo cosa si stia aspettando per avviare lavori che sono sempre più urgenti».
«La situazione è insostenibile» denuncia Ciro Gorilla, coordinatore di Fiba-Confesercenti, l'associazione di categoria più rappresentativa delle imprese balneari, «perché sono ormai due anni che denunciamo questo stato di cose, ma troviamo sempre di fronte a noi interlocutori sordi. A Portanuova il progetto di ripascimento evidentemente è fallito in un punto preciso, e di questo bisogna prendere atto, perché siamo ancora a fine autunno e la spiaggia è praticamente già scomparsa. A Villaggio Alcyone invece il progetto Ricama non è rientrato nella prima e nella seconda fase del programma Cipe, e solo grazie all'impegno della Confesercenti sono stati stanziati i fondi per un milione di euro. Le istituzioni hanno il dovere di intervenire rapidamente, perché altrimenti rischiamo di ritrovarci con una parte di Pescara privata della sua industria principale».
Secondo Gorilla dunque «l'assessorato preposto deve prendere atto del fallimento delle politiche per il mare su tutto il fronte: dai canoni al rinnovo delle concessioni, passando proprio per l'emergenza ripascimento, a Pescara le imprese balneari sono state lasciate sole».

14/12/2007 11.32