Centro Oli: ed ora si attendono le prossime mosse

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1180

ORTONA. «Nessun posto di lavoro o nuova struttura produttiva, può sorgere ignorando l'impatto sulla salute dei lavoratori e dei cittadini e sul territorio ed il suo equilibrio ambientale». La segreteria regionale abruzzese della Cgil interviene sulla vicenda del Centro Oli di Ortona alla luce dei dati emersi dallo studio del Mario Negriosud di S. Maria Imbaro.
Intanto sembra aumentare il dissenso che prima veniva esposto (anche in maniera veemente) da un gruppo di cittadini riunitosi in un comitato (espressione di una contrarietà che sembra essere trasversale ai tradizionali schieramenti).
Così dopo le anticipazioni del Mario Negri Sud sono tornati a parlare un po' tutti mentre continuano i movimenti di operai nella zona dove dovrebbe sorgere il centro di produzione dell'Eni.
A favore si sono schierati il Comune di Ortona, Confindustria, il presidente della Regione Del Turco, la Uil con il suo segretario. Molto più lunga la lista di chi si dice contrario.
L'impressione è che qualcosa dovrà comunque succedere. Il sindaco Fratino primo fra tutti dovrà chiarire la sua posizione ed i motivi che lo spingono a continuare nonostante i risultati dell'istituto prestigioso.
Inoltre occorrerà capire come sia stato possibile (sempre fino a prova contraria) che la relazione dell'Eni abbia riportato valori così distanti da quelli poi prodotti dal Mario Negri.
Insomma oggi più che mai da molti fronti si rinnova l'invito a fare chiarezza con dati e documenti (quelli che sono mancati finora).
Per la Cgil è importante il progetto del Centro Oli per il suo ruolo strategico sulla presenza Eni in Abruzzo e sulle ricadute occupazionali non trascurabili che produce «ma le preoccupazioni sollevate dal Mario Negri sud devono essere oggetto di una attenta considerazione per l'autorevolezza della fonte scientifica e la gravità degli scenari ipotizzati per la salute umana per l'ambiente».
E in tale situazione, conclude la Cgil, «il dialogo fra gli interessi e fra i vari settori istituzionali e sociali presenti nel territorio, sul modello di Agenda 21, è più che mai necessario».
Dopo la relazione dell'Istituto Mario Negri Sud anche il capogruppo in consiglio regionale Walter Caporale torna sull'argomento.
Quella fornita dagli specialisti dei laboratori scientifici è «un quadro della situazione che non può non destare forte preoccupazione», sottolinea Caporale. «Occorre applicare il principio di precauzione, sancito a livello europeo, che impone il blocco di ogni ulteriore atto amministrativo fino a quando non sarà accertata la innocuità dell'insediamento Eni».
I Verdi alla Provincia di Chieti, nel Consiglio Provinciale tenutosi ad Ortona, votarono contro l'insediamento del centro oli.
«Negli anni in cui si parla sempre di più di investire su fonti rinnovabili di energia, come il fotovoltaico, l'eolico, l'idroelettrico e le biomasse, la scelta di fare nuovi investimenti nel settore petrolifero è paradossale», è il commento del presidente di Slow Food Abruzzo e Molise Raffaele Cavallo, intervenendo a margine del dibattito sulla costruzione del Centro Oli dell'Eni ad Ortona.
«Non va dimenticato», ha sottolineato Cavallo, «che con la realizzazione del Centro Oli di Ortona si colpisce irreversibilmente il polmone della viticoltura abruzzese, un settore che fornisce il 70% della produzione viti-vinicola dell'intera regione e che da lavoro e ragioni di vita a migliaia di aziende per lo più a conduzione familiare».
A coloro che credono che il Centro Oli di Ortona possa portare vantaggi in termini di sviluppo economico del territorio", ha concluso il presidente Cavallo ricorda che «oggi c'è bisogno di una nuova economia basata sulla rilocalizzazione di produzioni e consumi, sull'accorciamento delle filiere, sulla valorizzazione delle economie locali e di piccola scala. Quelle soluzioni, insomma, che ad esempio, in ambito agricolo tutelano un corretto rapporto con la natura e sono la garanzia per la dignità, la sovranità e la sicurezza alimentare delle popolazioni».

WWF: «AUTORIZZAZIONI RILASCIATE SUI DATI DELL'ENI E NON DEL MARIO NEGRI SUD»


«Lo studio del Mario Negri Sud», ha commentato Dante Caserta del Wwf Abruzzo, «non ha fatto altro che confermare le preoccupazioni manifestate da mesi dai Comitati locali e dalle Associazioni ambientaliste circa l'impatto ambientale e sanitario del Centro Oli di Ortona. Del resto era sufficiente verificare tutti gli altri casi di insediamento di impianti analoghi (ad iniziare da quelli nella Val d'Agri) per rendersi conto della loro pericolosità».
Il Wwf si meraviglia che il sindaco di Ortona Fratino, il presidente regionale Del Turco, il presidente della Confindustria regionale Marrollo ed i sindacati «abbiano creduto che i fumi immessi in atmosfera dai quattro camini previsti non avrebbero dato problemi».
«C'è da meravigliarsi», continua Caserta, «che siano state rilasciate tutte le autorizzazioni ambientali, basandosi evidentemente solo sui dati forniti dall'ENI senza svolgere un'approfondita analisi in contraddittorio, come se si stesse per approvare un distributore di benzina».
Il Wwf, insieme ad altri, ha provveduto a notificare il ricorso contro le autorizzazioni del Centro Oli di Ortona. Tutti gli Enti e gli organismi che vogliono effettivamente dimostrare la loro contrarietà all'opera devono impugnare le autorizzazioni davanti al Tribunale Amministrativo Regionale: «è il modo migliore per fermare un progetto da cui sembra che gli stessi promotori iniziano a voler prendere le distanze».
11/12/2007 17.32