Porta Nuova Vasto:«con il nuovo porto si va tutti alla deriva»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Porta Nuova Vasto:«con il nuovo porto si va tutti alla deriva»
VASTO. Entro i prossimi 5 anni passerà dallo scalo portuale di Vasto un quantitativo di merce che raggiungerà le 800.000 t di cui circa 600.000 t rappresenteranno gli sbarchi. Entro i prossimi 10 anni il flusso dei traffici commerciali dovrebbe superare il 1.100.000 t/anno, con un raddoppio degli attuali valori medi annuali. Ma ci sono ancora tante incognite, denuncia l'associazione Porta Nuova di Vasto.
Un investimento di 145 milioni di euro e un porto che cambierà sicuramente forma e sostanza.
Ma per un progetto così importante i cittadini denunciano la scarsità di notizie e decisioni prese non tenendo in considerazione le istanze dei residenti.
«Nulla è detto circa le tendenze economiche del territorio che il porto andrà a servire», obietta Michele Celenza, responsabile del comitato, «che dovrebbero essere alla base di un progetto di raddoppio di questa entità. Quanta parte delle merci destinate all'industria locale passi attualmente per il porto di Vasto, e quanta si prevede ne passerà in futuro».
Mancherebbe inoltre «la valutazione dell'attuale efficienza del porto con gli attuali volumi. Non si dice quale sia il punto limite per mantenere il porto attuale ad un buon livello di efficienza. Infine non si dice su quale base e sul fondamento di quali previsioni il porto di Vasto progetti di fare concorrenza ai porti di regioni limitrofe quali il Molise, il Lazio, la Campania, le Marche e la Puglia».
L'analisi dei flussi storici dei traffici portuali registrati nell'ultimo decennio per il porto di Vasto (fonte Ufficio Circondariale Marittimo di Vasto) tra il 1998 ed il 2006, indica un incremento medio annuo delle merci movimentate di circa 80.000 t nella sua globalità tra sbarchi ed imbarchi.
Il flusso totale del traffico merci, a partire dal 2003, si è attestato sopra le 550.000 t/anno di cui mediamente almeno l'80% è costituito dagli sbarchi.



 LA SITUAZIONE ATTUALE, IN 1 KM C'E' DI TUTTO

Nella zona di Punta Penna, deve sorge il porto, sono presenti attualmente, in un raggio di circa un chilometro quadrato un sito SIC (guarda cartina, in colore giallo), il porto commerciale (in nero), una Riserva Regionale (delle due zone delimitate in giallo, quella a sinistra); due zone a vincolo archeologico (in rosso): i resti della fortezza medioevale di Punta della Lotta e la piana di Punta Penna (con importanti insediamenti dal periodo italico al medioevo).
E non è ancora tutto perché nelle vicinanze ci sono anche una zona industriale (in blu), comprendente un'industria insalubre di I classe con annesso un impianto di stoccaggio di acido solforico, la Puccioni e un impianto a Rischio di Incidente Rilevante, la Fox Petroli; una zona residenziale, le case ATER (in verde), pesantemente investita dalle emissioni provenienti dai detti impianti.



 Negli ultimi anni si sono poi aggiunti ad opera del PRG vigente (2001) la previsione di un porto turistico (in fucsia) proprio sopra il SIC, esattamente a ridosso della Fox (il progetto relativo è stato presentato lo scorso 19 Novembre allo sportello Unico); ad opera del nuovo PRP il raddoppio del porto esistente, del quale appunto stiamo dicendo (in rosa); ad opera della legge nazionale (art. 8 della L. 23/03/01, n. 93), l'istituzione sull'intera fascia costiera di un Parco Nazionale, il Parco Nazionale della Costa Teatina. Per la sua costituzione la Regione Abruzzo si sta –secondo quanto filtra - attivamente adoperando.
«Una congerie così impressionante di elementi tra loro estranei e contraddittori si è accumulata più o meno consapevolmente in oltre un cinquantennio», continua Celenza, «perché, più o meno consapevolmente, le classi dirigenti locali hanno evitato di fare delle scelte. E si sono trovate così a procedere simultaneamente in tutte le direzioni. Questa deriva dura tutt'ora, anzi semmai ha trovato incremento».

11/12/2007 14.24