Criminalità Abruzzo, 276 i dipendenti pubblici denunciati nel 2006-2007

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. In Abruzzo nel periodo 2006-2007 sono stati 276 i dipendenti pubblici denunciati dalla Guardia di Finanza, nucleo speciale tutela pubblica amministrazione, per reato o per illecito amministrativo contro la pubblica amministrazione. Un numero importante, ovvero il 4,09% del dato nazionale.
Questo è quanto emerge dalla prima mappa sul fenomeno della corruzione in Italia, presentata ieri mattina dall'alto commissario Achille Serra al Campidoglio per celebrare la giornata mondiale per la lotta alla corruzione, sono aumentati del 65% i reati di corruzione in atti giudiziari.
Dei 276 dipendenti pubblici che avrebbero commesso un reato o un illecito nel proprio posto di lavoro 87 erano impiegati (o lo sono ancora) nel comparto della Sanità, 29 nel settore appalti e opere pubbliche, 63 nella contabilità pubblica, 3 in appalti e forniture, 38 del settore Finanziamenti pubblici, 2 incarichi dirigenziali, 9 contributi.
Non si segnala nessuno, invece nel campo della pubblica istruzione.
Un trand quello abruzzese esattamente in linea con le "cattive abitudini" italiane: secondo la mappa, infatti su 6.752 persone denunciate nella pubblica amministrazione di tutta Italia, la maggior parte (ovvero 3.219) sono riferibili alla Sanità.

Secondo il rapporto presentato ieri sarebbero in aumento i reati di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, il 40% in più nel 2006 rispetto al 2005, e il reato di truffa aggravata per ottenere erogazioni pubbliche in aumento del 200%.
Le Regioni nelle quali, in controtendenza, si è rilevata una flessione di fatti di reato commessi sono state la Valle d'Aosta (85%), la Campania (70%), la Liguria (50%), l'Abruzzo (40%), la Puglia ed il Lazio (nelle quali si è registrato un decremento del 30%).
Sono in calo invece i reati di abuso d'ufficio, peculato e istigazione alla corruzione, con un dato inferiore, rispetto al 2005 del 10%.
In calo anche le denunce per concussione, 30%, di corruzione di incaricato di pubblico servizio, 50%, e corruzione per atti d'ufficio, 50%.
Sempre secondo la mappa redatta dall'alto commissario per la lotta alla corruzione, per quanto riguarda il reato d'abuso d'ufficio è in testa la regione Sicilia con 169 denunce, seguono la Calabria e la Campania, che superano i 100 reati, e infine Puglia e Lazio.
L'Abruzzo ha fatto registrare invece 35 casi nel 2005 e 37 nel 2007.
Ma 96 sono state le persone denunciate o arrestate nel 2005 e 50 quelle del 2006.
Per il reato di peculato la regione dove si sono registrati più casi è stata il Lazio, 43 reati ovvero il 20% del totale nazionale, seguito da Sicilia, Lombardia e Puglia. Per l'Abruzzo 12 i casi nel
2005 e 8 l'anno successivo.
Per quanto riguarda la concussione sono risultati in aumento i reati commessi in Campania, seguita dalla Sicilia e dalla Lombardia.
In Abruzzo sono stati 13 i casi accertati nel 2005 e appena 1 nel 2006.
«E' chiaro che la repressione da sola non può bastare ma occorre un lavoro di prevenzione - ha ribadito l'alto commissario Achille Serra - lo dimostrano i dati bassi sulle condanne».
Prendendo in esame gli ultimi dieci anni, dal '96 al 2006, secondo il Casellario giudiziale centrale, su un totale di 18.553 reati giunti a sentenza definitiva la corruzione costituisce il 35,5% il peculato il 25,5%, l'abuso d'ufficio il 24,9% e la concussione il 13,9%.
Lo studio dell'alto commissario per la lotta alla corruzione ha riguardato anche i rapporti fra il reato di corruzione e la criminalità organizzata.
Le regioni maggiormente interessate a questo fenomeno sono la Campania, la Calabria e la Sicilia. La Campania vede colpite le province di Napoli e Caserta, soprattutto per quanto riguarda il servizio di raccolta e trasporto rifiuti, il rilascio delle concessioni edilizie, e la sanità.
Per quanto riguarda la Calabria, dove nel 2003 erano stati sciolti ben otto comuni, il fenomeno è calato tra il 2004 e il 2005. Particolare allarme crea lo scalo marittimo di Gioia Tauro e la sua area industriale. In questa regione i settori colpiti dal fenomeno sono quelli degli appalti, della sanità e dell'ambiente. La Sicilia negli ultimi anni ha registrato un aumento dei consigli comunali sciolti. Le province più esposte al fenomeno della corruzione sono Palermo e Agrigento e i settori dove la corruzione e' prevalente sono gli appalti, i concorsi e il settore urbanistico.
Anche in questo caso i dati che emergono dall'Abruzzo sono molto distanti dalle pericolose realtà del sud: nel 2005 sono stati 4 i casi di corruzione scoperti dalle Forze dell'ordine e 22 le persone denunciate o arrestate. 5 i casi e 16 le persone denunciate o arrestate nel 2006.

Alessandra Lotti 11/12/2007 9.31



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