Rinnovo delle concessioni, protestano i balneatori

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. «Il Comune chiede documenti non previsti dalla legge, ma che costano fino a 6 mila euro». Il presidente di Fiba-Confesercenti Antonio Latorre: «Abbiamo chiesto al sindaco D'Alfonso di risolvere la vicenda»
Ai sensi di legge il rinnovo è automatico, come recita l'articolo 10, comma 2 della legge 88 del 2001 ( «Alla scadenza [le concessioni] si rinnovano automaticamente per altri sei anni e così successivamente ad ogni scadenza»), e la Regione Abruzzo ha stabilito con tutti i Comuni costieri di richiedere per il rinnovo il solo certificato della Camera di commercio con l'attestazione antimafia e vigenza.
Ma per il rinnovo delle concessioni balneari del Comune di Pescara la vicenda si complica. Lo Sportello unico per le attività produttive (Suap) ha infatti inviato una richiesta di documentazione per la cui produzione gli imprenditori sarebbero costretti a sborsare fino a 6 mila euro per un rinnovo che, ai sensi di legge, è invece automatico.
«Il Comune di Pescara ha posto in essere gravose procedure amministrative» denuncia Antonio Latorre, presidente regionale di Fiba-Confesercenti, la più rappresentativa associazione di categoria delle imprese balneari, «con richiesta di produzioni documentali ed altri oneri che vanno ad incidere sulle imprese nonostante siano documenti non richiesti dalla conferenza dei servizi Regione-Comuni costieri. Abbiamo investito del problema il sindaco e il suo staff, e abbiamo riscontrato un'apertura che speriamo possa presto portare al ritorno della normalità. Le imprese di Pescara chiedono solo di essere trattate al pari delle imprese di altri Comuni».
Per tutto questo, avverte Latorre, «il Comune di Pescara dovrà limitare a consegnare ai concessionari il nuovo titolo con il quale si prende atto dell'avvenuto tacito rinnovo della concessione».

10/12/2007 16.58