Tassa occupazione suolo pubblico: «tartassati bar, ristoranti ed ambulanti»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Tra i molti aumenti in arrivo con il nuovo anno a Pescara si potrebbe contare anche quello della tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Una tassa che dovrebbero pagare tutti gli esercenti (e non solo) che svolgono la loro attività sul suolo pubblico. Una regola non sempre rispettata che avrebbe comportato un ammanco nelle casse del comune per centinaia di migliaia di euro.
La Confcommercio Pescara oggi esprime la propria preoccupazione e contrarietà in merito al paventato aumento della “Cosap”-Canone per l'occupazione del suolo pubblico da parte del Comune di Pescara.
«Sarebbe l'ennesimo colpo inferto dall'Amministrazione Comunale contro gli operatori commerciali della città che appaiono sempre più il bersaglio privilegiato degli aumenti della finanza locale», scrive la Confcommercio.
«Ci chiedevamo qualche giorno fa, in occasione dell'aumento dell'ICI per le attività commerciali, se fosse finalmente giunto il momento per un provvedimento dell'Amministrazione Comunale a favore degli operatori commerciali: se la risposta è questa è evidente l'obiettivo di penalizzare il commercio cittadino», aggiunge l'organizzazione, «non possiamo, infatti, pensare che la miopia degli amministratori cittadini non colga la grande crisi delle attività commerciali e dei pubblici esercizi della città che al contrario vengono inopinatamente identificate come galline dalle uova d'oro da spremere senza tregua. Non è pensabile che per risanare le casse comunali si possa spingere l'acceleratore sulle tariffe della finanza locale che gravano sulle attività produttive della città senza creare danni permanenti alla redditività delle stesse».
La Confcommercio ricorda inoltre come per anni si sia battuta per una riduzione della tassa che premiasse quelle attività che, attraverso tavolini e spazi arredati all'aperto, contribuissero a migliorare l'arredo urbano della città e l'immagine complessiva di Pescara.
«Si parla tanto della necessità di rilanciare il turismo e potenziare le capacità di attrazione della nostra città», conclude la Confcommercio, «e non si comprende che sono proprio provvedimenti come questo che, se varati, rischiano di mortificare i tanti sforzi fatti dagli operatori economici per attirare gente nella nostra città».

CARLO MICCOLI–PRESIDENTE ASSOCIAZIONE PROVINCIALE BAR/CONFCOMMERCIO

«Si tratta di un provvedimento che rischia di mortificare i tanti sforzi fatti dai bar cittadini per abbellire l'arredo urbano e offrire alla clientela un servizio molto richiesto attraverso il posizionamento all'esterno del locale di tavolini, sedie, tende e altro.
E' evidente che tale eventuale aumento va esattamente nella direzione opposta e va a cumularsi a tanti altri provvedimenti penalizzanti per il nostro settore come l'inopinato e spropositato aumento delle licenze di pubblico esercizio».

ROBERTO CHIAVAROLI–PRESIDENTE ASSOCIAZIONE PROVINCIALE RISTORANTI/CONFCOMMERCIO

«Per anni ci siamo battuti per una riduzione delle tariffe nella certezza che anche gli amministratori cittadini vedessero nel posizionamento di tavolini e tende esterne una possibilità di sviluppo della capacità di attrazione della città.
In tal modo, invece, si rischia di penalizzare notevolmente lo sviluppo del turismo in quanto è di tutta evidenza che la capacità di attrazione di una città, basti pensare a Roma e Parigi, è collegata anche alla possibilità di poter sostare per bere o mangiare qualcosa comodamente seduti ad un tavolino all'aperto di un bar o di un ristorante».

MARCO DI GREGORIO-PRESIDENTE ASSOCIAZIONE PROVINCIALE AMBULANTI/CONFCOMMERCIO

«Un provvedimento che va a colpire ulteriormente una categoria già in profonda difficoltà per via della ormai nota crisi dei consumi, che ha notevolmente ridotto sia il volume della clientela che frequenta i mercati sia, di conseguenza, i già limitati margini di profitto.
Viste le altre decisioni dell'Amministrazione che andranno a creare ulteriori disagi agli operatori, come ad esempio il paventato spostamento del mercato dei Colli, o le problematiche che nei prossimi anni investiranno il mercato di lunedì in Via Pepe a fronte dei lavori di ristrutturazione dello Stadio Adriatico, ci saremmo aspettati una considerazione senz'altro maggiore nei confronti della categoria.
Invece rischiamo di ritrovarci con ulteriori aumenti delle tariffe per l'occupazione del suolo pubblico, fra l'altro non adeguatamente compensati da alcun particolare servizio o investimento a nostro beneficio».


10/12/2007 11.26

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