Rapina alla Posta, presi all'uscita due rapinatori. Il terzo in fuga

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Una rapina finita male, per i rapinatori s'intende. Due balordi sono stati bloccati all'uscita dell'ufficio postale, con il bottino ancora fumante in mano. Mille euro riconsegnati agli agenti dopo un inseguimento a sirene spiegate. Ricercato un terzo complice
Il colpo era stato organizzato nei dettagli e i tre avevano deciso di portarsi dietro anche una vera pistola.
Così sono entrati in azione alle 8 e 30, poco dopo l'orario di apertura nell'ufficio postale di via Nazionale Adriatica Nord, incappucciati e con giubbotti neri.
Il terzo è rimasto fuori alla porta, a fare da palo. Paura per gli utenti all'interno, tanti, soprattutto anziani, in fila per riscuotere la pensione.
Ma qualcosa non ha funzionato. Già, perché i due sono incappati nel servizio di controllo della polizia che in questi giorni sta effettuando uno specifico servizio sugli uffici postali che stanno pagando anche le tredicesime.
Sono saliti a bordo della loro auto, una Fiat punto rossa, risultata rubata ieri. Dietro gli agenti della polizia, a sirene spiegate. I due hanno imboccato un vicolo cieco e lì è finita la loro corsa.
Presi, ammanettati a pochi minuti dal colpo. Adesso si cerca il terzo uomo che è riuscito a dileguarsi, probabilmente a piedi.
Le manette sono scattate per due pregiudicati, Giuseppe Camillo, 40 anni, di Roma, e Antonio Serru, 56 anni, nato a Cagliari ma residente nella capitale.
Secondo la squadra mobile, diretta da Pier Francesco Muriana, la rapina di questa mattina avrebbe qualche analogia con qualche altro colpo messo a segno nei giorni scorsi a Pescara.

05/12/2007 14.17