Estorceva denaro a scuola, minorenne arrestato

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Ha minacciato una coetanea e le ha estorto 100 euro in contanti. E' successo a scuola, durante l'intervallo e ieri mattina, poco dopo la consegna di due banconote da 50 euro il ragazzo è stato arrestato dai carabinieri.
La decisione è stata fin da subito chiara: andare dai carabinieri e denunciare quello che stava accadendo, anche per non permettere che il ragazzino minacciasse altri studenti.
Il baby-estorsore ha appena 16 anni, è uno dei tanti giovani che vivono in una comunità per ragazzi disadattati della provincia di Pescara.
Comunità dove si sta insieme ad altri coetanei con gli stessi problemi seguiti da educatori esperti, giorno e notte perché i genitori non possono prendersene cura.
Lui era a Pescara da qualche anno, nato e residente al nord Italia ha dovuto di colpo cambiare vita e compagnie e l'integrazione non è sempre stata facile e così ha finito per mettersi nei guai.
A metà novembre la madre di una studentessa di 16 anni è andata dai carabinieri e ha racconta che la figlia aveva ricevuto minacce e richieste di denaro.
300 euro da consegnare o sarebbero state botte. La cifra elevata e la paura hanno indotto la ragazzina ad avvertire i genitori.
Così le indagini dei carabinieri sono partite subito e per più giorni i militari si sono appostati nei pressi della scuola, a volte anche all'interno dell'edificio.
Due giovanissimi carabinieri, infatti, si sono mimetizzati tra gli alunni per controllare la situazione più da vicino. Si sono mossi per i corridoi senza destare sospetti e questo escamotage ha consentito di intervenire con tempestività, ieri mattina, quando durante l'intervallo il 16 enne si è avvicinato alla ragazzina.
In quel momento c'è stata la consegna di due banconote da 50 euro e i due giovani militari hanno bloccato l' estorsore e lo hanno condotto in caserma, dove hanno anche recuperato i soldi.
Dopo le formalità di rito il ragazzo è stato dichiarato in arresto e portato nel carcere per i minori dell'Aquila. Dovrà rispondere di estorsione. Le indagini sono ancora in corso per verificare se il ragazzo operasse da solo o con altri amici.
Il comandante dei carabinieri, Giovanni Esposito Alaia, ha posto l'attenzione sul coraggio di chi denuncia e permette di stroncare sul nascere tali fenomeni preoccupanti.

04/12/2007 11.19