Mare Libero: «così il Comune legittima gli stabilimenti abusivi»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Il comitato ambientalista Mare Libero ancora una volta contro l’abusivismo sul litorale e che investe l’imprenditore De Cecco e l'amministrazione cittadina: «il Comune consente di rimanere legittimati a mantenere manufatti abusivi sul nostro litorale». Ecco come.



PESCARA. Il comitato ambientalista Mare Libero ancora una volta contro l'abusivismo sul litorale e che investe l'imprenditore De Cecco e l'amministrazione cittadina: «il Comune consente di rimanere legittimati a mantenere manufatti abusivi sul nostro litorale». Ecco come.

Dalla lettura di atti giudiziari il comitato (www.marelibero.org)ha scoperto che la s.r.l.
"Portanuova Entertainment" (ovvero lo stabilimento balneare "Lido delle Sirene" di piazza Le Laudi ), «per trasformarsi in un noto locale per vip nostrani (Le Paillottes), ha effettuato un aumento di occupazione di superficie demaniale di ben mq 243,50». In sostanza c'è stato un vero e proprio raddoppio di stabilimento.
«Nonostante l'opera fosse ben visibile», accusa Mare Libero, «il solerte Comune di Pescara ha impiegato qualche anno per avvedersene. Nel mezzo passano le proteste di comitati di cittadini, le campagne di sensibilizzazione di Mare Libero e la scomparsa di una delle piazze più "nobili" della nostra città, piazza Le Laudi».
In ogni caso, mentre l'amministrazione comunale sonnecchiava, la società ha depositato sia istanza di condono edilizio, sia istanza per l'accertamento di "compatibilità paesaggistica" (il così detto mini-condono paesaggistico, anche detto "condono ambientale").
«Da quel che si ricava dagli atti processuali», spiegano i rappresentanti del comitato, «il Comune di Pescara ha "dimenticato" totalmente di istruire o comunque di evadere l'istanza di mini-condono paesaggistico che, peraltro, stante l'attuale normativa, non avrebbe mai avuto possibilità di accoglimento vista l'entità dell'abuso. Invece ha emesso provvedimento di diniego in relazione alla domanda di condono edilizio».
Il provvedimento è stato immediatamente impugnato dalla Portanuova Entertainment dinanzi alla Giustizia Amministrativa (TAR Pescara) sul semplice presupposto che il diniego di sanatoria dell'opera edificata su zona vincolata non era legittimo, senza il previo esame dell'istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica (il mini-condono).
«In sostanza», spiega Mare Libero, «la società chiedeva al Comune: "come fate ad affermare il contrasto delle opere oggetto di domanda di condono edilizio con le caratteristiche richieste per il rilascio del nulla osta dei Beni Ambientali, se non avete valutato la richiesta di accertamento di compatibilità paesaggistica?"».
Il gioco è fatto: il TAR di Pescara con ordinanza del 22/11/2007 ha accolto la domanda incidentale di sospensiva proposta dalla Portanuova Entertainment s.r.l. ponendo nel nulla il diniego di sanatoria del Comune di Pescara.
Ciò significa che le opere abusive rimarranno sull'arenile almeno fino alla definizione del giudizio di merito e del successivo probabile ricorso al Consiglio di Stato.
Insomma rimarranno lì per anni.
Intanto prosegue l'inchiesta della guardia di finanza sulle opere abusive sul litorale pescarese che vede nel mirino oltre cento balneatori e che ha prodotto una decina di indagati all'interno del Comune per i cosiddetti “raddoppi” degli stabilimenti che di fatto hanno precluso la vista del mare e prodotto costruzioni in cemento armato sull'arenile.

04/12/2007 9.26
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=10201]ECCO PERCHE' I BALNEATORI SONO SOTTO INCHIESTA[/url]