Asl Pescara: «D’Alfonso "consiglia" la ditta per il servizio di barellaggio»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Brutta gatta da pelare per l’ospedale Spirito Santo di Pescara, in questi ultimi giorni finito nell’emergenza per le perdite d’acqua nella sala parto, per i pazienti dimissionati da cardiologia per mancanza di personale e liste d’attesa di sette mesi per una ecografia all’anca, più reparti in sofferenza, malati esasperati. LUCIANI:«NESSUNA PREVARICAZIONE DEL SINDACO CHE E’ NEL COMITATO RISTRETTO» IL TESTO DELLA LETTERA DEL SINDACO ALLA ASL E AL PREFETTO


PESCARA. Brutta gatta da pelare per l'ospedale Spirito Santo di Pescara, in questi ultimi giorni finito nell'emergenza per le perdite d'acqua nella sala parto, per i pazienti dimissionati da cardiologia per mancanza di personale e liste d'attesa di sette mesi per una ecografia all'anca, più reparti in sofferenza, malati esasperati.

LUCIANI:«NESSUNA PREVARICAZIONE DEL SINDACO CHE E' NEL COMITATO RISTRETTO»


IL TESTO DELLA LETTERA DEL SINDACO ALLA ASL E AL PREFETTO


Adesso però il nuovo allarme arriva dal collegio sindacale che denuncia: «il sindaco D'Alfonso si è intromesso nelle questioni dell'Asl affinché il servizio di Barellaggio venisse prorogato alla Società Obiettivo Lavoro di Milano».
Il collegio Sindacale si è riunito l'ultima volta lo scorso 23 novembre e spulciando documenti e delibere, hanno ricostruito gli ultimi mesi dell'azienda sanitaria.
Carte alla mano hanno denunciato (verbale n. 91) come «ancora una volta» ci sia stata «l'ingerenza nella gestione dell'Azienda da parte del sindaco di Pescara che, con lettera prot. N. 59247 del 4 maggio 2007 è intervenuto chiedendo la proroga del contratto in scadenza».
Il collegio, peraltro ha evidenziato come si tratti «dell'ennesima proroga senza mai aver proceduto ad indire una nuova gara, malgrado gli inviti del Dirigente dell'Ufficio Approvvigionamento Beni e Servizi» e ha ricordato che «tale procedura è in aperto contrasto con la normativa più volte richiamata delle varie leggi finanziarie sul contenimento della spesa pubblica, che hanno vietato il rinnovo dei contratti ritenendolo nullo».
E il collegio sostiene che non sia stata la prima volta.
Appresa la notizia Alfredo Castiglione, capogruppo di An in consiglio regionale ha espresso il proprio “sconcerto” e ha fatto sapere che chiederà tutti gli atti precedenti.
Così il collegio sindacale invita la direzione generale a disporre, «senza indugio» alla immediata indizione di una gara per il servizio e soprattutto a dimostrare che le proroghe “consigliate” non abbiano creato danni all'azienda sanitaria.
Nello stesso verbale – peraltro – si sottolinea l'abuso, da parte del Direttore Generale della ASL, del ricorso a Co-Co-Co.
Le relative delibere (n. 367 del 31/5/2007, n. 460 del 29/6/2007, n. 726 del 28/9/2007, n. 814 del 29/10/2007) cercano giustificazione nell'esigenza di fronteggiare le carenze di personale sanitario, tecnico e amministrativo ma – come ha rilevato il Collegio – «tali delibere mancano dei presupposti di legge: la natura temporanea dell'esigenza e prestazioni altamente qualificate».
«Il problema del personale va affrontato seriamente e definitivamente, al di fuori di ogni logica clientelare e da escamotage tesi ad aggirare la legge», ricorda Castiglione.
Anche qui, infatti, il Collegio sottolinea come le retribuzioni concordate con tali collaboratori» siamo «molto inferiori a quelle previste dai contratti di lavoro nazionali».
Si parla di «situazioni paradossali» e retribuzioni «di soli 480,00 euro mensili lordi» per contratti di collaborazione «mentre nella realtà le prestazioni hanno tutte le caratteristiche di lavoro dipendente a tempo determinato».
Gli interessati, peraltro, scrive infine il Collegio, «potrebbero aprire legittimamente un'eventuale vertenza innanzi al giudice del lavoro con il rischio, da parte dell'azienda, di incorrere nel pagamento di ingenti somme che sarebbero ovviamente poste a carico dei responsabili che hanno sottoscritto i contratti di Co-Co-Co. con relativa denuncia alla Corte dei Conti».
«Non a caso», ricorda il consigliere Castiglione, «ho proposto da tempo la stabilizzazione dei precari che operano nella ASL attraverso l'utilizzo dei fondi globali regionali ma – ancora una volta – una sinistra inadeguata e irresponsabile ha risposto con la solita alzata di spalle».
I sindacati ritengono inoltre che «il comitato ristretto dei sindaci ha ancora una volta travalicato i limiti delle sue attribuzioni operando funzioni che spettano ad altri soggetti, come ad esempio l'assessorato regionale alla Sanità».

03/12/2007 14.21


LA RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE DELLA ASL


LUCIANI:«NESSUNA PREVARICAZIONE DEL SINDACO CHE E' NEL COMITATO RISTRETTO»

«Ci preme informare il Consigliere regionale Alfredo Castiglione che l'iniziativa intrapresa dal sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso da lui 'denunciata' segnala un problema e non prevarica affatto le prerogative del direttore generale della Asl in merito alla situazione del rinnovo dei contratti ai barellieri».
La replica è dell'assessore Luciani. «Desta comunque molta preoccupazione -prosegue - che un politico di lungo corso, gia' assessore regionale alle risorse finanziarie e 'petrolifere', come
Castiglione ignori il fatto che il sindaco e' a capo del comitato ristretto dei sindaci della Asl e che in tale veste ha incontrato tutte le categorie di lavoratori precari dell'ospedale di Pescara. Poiche' forse non ha avuto modo di leggere la lettera che ben chiarisce i termini della questione da lui oggi denunciata - conclude Luciani - rimarchiamo il fatto che il sindaco si e' occupato dei lavoratori, mentre Castiglione avrebbe avuto piu' premura per la societa', anche se non "energetica"».

03/12/2007 19.15

SBORGIA:«D'ALFONSO HA DIFESO SOLO I LAVORATORI»

«Il sindaco di Pescara si è occupato dei lavoratori precari che per anni hanno assicurato il servizio di barellaggio presso la Asl dietro richiesta delle persone che hanno visto a rischio il proprio posto di lavoro».
Così anche Camillo Sborgia, vice presidente del consiglio provinciale.
«Si tratta di personale specializzato che ha assunto una professionalità insostituibile all'interno di vari reparti dell'ospedale pescarese, questo a prescindere dalla società che ha gestito e gestirà il servizio in futuro. Si ricorda che le unità, prima 31, oggi 21, stanno facendo del loro meglio per non ripercuotere sul lavoro le ombre che derivano dalla loro situazione, si sottolinea e si ricorda al consigliere Alfredo Castiglione che si tratta di “precari”. In tal senso i lavoratori hanno investito il presidente del Comitato Ristretto dei Sindaci della Asl, ovvero il sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso, perché l'esperienza maturata non venisse persa».

04/12/2007 8.25

[url=http://www.comune.pescara.it/script/contenuti/news/allegati.php?id=905]LA LETTERA DEL SINDACO DEL 4 MAGGIO PUBBLICATA SUL SITO DEL COMUNE[/url]

IL TESTO DELLA LETTERA DEL SINDACO ALLA ASL E AL PREFETTO DELLO SCORSO 29 NOVEMBRE


Pescara, 29 novembre 2007

Preg.mo
Direttore Generale dell'Asl
Di Pescara
Dr. Antonio Balestrino

e. p.c. A S.E. il Prefetto di Pescara


Oggetto: servizio di barellaggio nei presidi ospedalieri della A.USL di Pescara.

Pregiatissimo Direttore,
in riferimento alla precorsa corrispondenza, ed in particolare alla nota dello scorso 4 maggio, torno a sottoporre alla Sua cortese attenzione la questione relativa al servizio di barellaggio all'interno del presidio ospedaliero dell'ASL di Pescara, operante nella realtà sanitaria in questione dal luglio del 2005.
In una prima fase il servizio in questione occupava a tempo pieno 31 ausiliari ospedalieri, dotati di adeguata preparazione e formazione mirata, all'interno del presidio ospedaliero di Pescara, mentre in seguito si è passati ad utilizzare soltanto 21 unità, prevedendo una turnazione da parte dei 31 operatori citati.
Come già segnalato ampliamente nella precedente missiva, il personale in questione svolge un'attività di carattere fondamentale all'interno del nosocomio pescarese, che si può riassumere nel servizio di trasporto dei malati all'interno dell'ospedale, la movimentazione dei referti clinici e del materiale ematico, la sistemazione ed il trasporto del materiale farmaceutico.
Questa attività viene svolta all'interno di reparti di estrema rilevanza, come pronto soccorso, radiologia, dialisi, materno-infantile, rianimazione, medicina, pediatria, cardiologia: tutti reparti che dal 31 dicembre prossimo, data di scadenza dei contratti del personale in questione, potrebbero rischiare una seria ed inevitabile interruzione di un pubblico servizio.

E' per queste motivazioni, aggiunte alla certezza che una maggiore e più veloce circolazione di referti ed informazioni in genere ha l'effetto di garantire degenze più brevi e di conseguenza ingenti risparmi per la sanità pescarese, che sono a chiederLe di voler attivare una proroga dei contratti del personale in questione per un massimo di sei mesi, tempo presumibilmente necessario per addivenire all'affidamento del servizio di fornitura di personale da dedicare allo svolgimento di detta attività, attraverso un'apposita procedura di gara che sia in grado di garantire una stabilità a questo importante servizio per almeno un biennio.
Le chiedo inoltre, sulla base di quanto segnalato, di valutare l'opportunità di riportare il numero dei lavoratori operanti nell'Ospedale di Pescara al numero originario di 31 unità. Difatti, ad oggi, come già detto, risultano operanti solo 21 unità, di cui n. 13 prestano quotidianamente il loro servizio presso il pronto soccorso ed il reparto di radiologia dell'ospedale pescarese, mentre solo per otto operatori è previsto lo svolgimento dell' attività lavorativa nei rimanenti reparti, con immaginabile disagio per gli interessati e per l'utenza ospedaliera.
Anche al fine di valutare congiuntamente le iniziative più adeguate da assumere con riferimento alla questione descritta, sono a chiederLe la possibilità di un incontro.
Certo di quanto potrà fare ed in attesa di cortese riscontro, invio cordiali saluti.


Dott. Luciano D'Alfonso