«Pescara è morta», corteo funebre dei consiglieri di centrodestra

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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«Pescara è morta», corteo funebre dei consiglieri di centrodestra
PESCARA. Dopo i manifesti mortuari affissi per “la morte della città”, il centrodestra è sceso nuovamente in piazza per una manifestazione per attirare l’attenzione sulle decisioni della amministrazione comunale in fatto di piano traffico e dopo che il consiglio comunale ha votato una delibera che cancellava ogni possibile effetto del referendum e della consultazione popolare.
Poca gente, i consiglieri del centrodestra in strada con tanto di bara, corteo funebre, bandiere tricolori e fasce nere al braccio.
I rappresentanti dell'opposizione in consiglio comunale, con altri esponenti del centrodestra, hanno sfilato da piazza
della Repubblica a piazza della Rinascita portando in spalla una finta bara bianca con su scritto "Qui giace la democrazia uccisa dall'arroganza di D'Alfonso e compagni". E poi "RIP", che sta per "Riposa in pace". Ad aprire il corteo uno striscione con il messaggio "Pescara offesa da un governo arrogante".
Non un colpo d'occhio di gente che manifesta ma pochi rappresentanti politici tra i quali anche Pagano, Castiglione, Mancini che non hanno votato proprio la delibera che si contestava.
Con il referendum i cittadini hanno chiesto la revoca del Piano Traffico votato in Consiglio comunale, ma «le richieste dei cittadini non sono state prese in considerazione» - ha detto il consigliere Carlo Masci (Udc). «C'e' un deficit di democrazia - ha aggiunto - perche' non ci si confronta sui temi concreti che interessano i cittadini».
Dello stesso parere Lorenzo Sospiri, coordinatore provinciale di An, il quale ha ricordato che «in democrazia si
ascoltano i cittadini per onorarne la volonta', ma a Pescara il Piano traffico non e' stato abrogato, forse perche' ci sono
degli interessi dietro. A questo punto speriamo nella risurrezione della democrazia, alle elezioni di maggio».
«La sfilata che ha preso vita questa mattina per il centro cittadino con l'intento di voler celebrare un ipotetico funerale della democrazia a Pescara, ricorda tanto le manifestazioni goliardiche appartenute ad un tempo che oggi non c'è più» è invece il parere del padre del piano traffico contestato, Armando Mancini, assessore della giunta D'Alfonso.
«In verità la città è tutt'altro che morta. Pescara è viva e vivace e lo dimostrano gli indici di sviluppo che parlano di una città proiettata verso il futuro, che cresce e che aumenta anche demograficamente, senza battute d'arresto. Cresce anche il Prodotto Interno Lordo e il volume commerciale ed economico della città, come comprovato dai dati sulla capacità di attrazione, un indicatore in tal senso è il traffico veicolare che aumenta progressivamente».
«Considerato questi ed altri importanti indicatori che rispecchiano una realtà pescarese dinamica e veloce e ne rendono una fotografia senza ombre», ha concluso Mancini, «l'immagine di una Pescara che si trasforma e va al passo coi tempi, il “funerale” se lo stanno facendo loro. E' il funerale di un'opposizione che non costruisce e che così facendo ha deciso di fare opposizione non contro la maggioranza, ma contro la città».

01/12/2007 14.03