Lavoro, pensioni e giovani:il futuro della Valle Peligna tra speranze e problemi

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SULMONA. «Stiamo lavorando all’ipotesi di accordo con l’azienda che dovrebbe rilevare l’ex-Lastra di Sulmona. Ma non cederemo alla loro richiesta di avere mano libera sul sito. I 126 lavoratori dell’ex Lastra non possono essere tagliati fuori, perché se hanno acquistato il sito è anche grazie a loro». Così si è espresso l’assessore al Lavoro alla Provincia dell’Aquila, Ermanno Giorgi, nel suo breve intervento al convegno “Lavoro e Previdenza, una sfida speculare”, svoltosi ieri mattina nell’Auditorium dell’Annunziata, a Sulmona.
Un intervento breve, quello di Giorgi che, prendendo spunto dalla difficile vertenza occupazionale della Valle Peligna, ha invitato i giovani a «lottare insieme per non far vincere la logica del profitto a basso costo», a danno dei lavoratori. Una riflessione importante che sottolinea una volta di più la situazione di stallo dell'area peligna sul fronte dell'occupazione.
Nell'incontro, promosso dalla Provincia dell'Aquila, Inps e Inpdap, si è parlato delle sfide di domani su trend occupazionali, sistema retributivo e contributivo, scelte previdenziali, guardando ai giovani.
E sono state proprio le giovani generazioni, rappresentate dagli studenti di alcuni istituti della Valle Peligna ed Alto Sangro, a fare da pubblico d'eccezione al dibattito, che ha visto gli interventi di autorevoli esponenti nazionali del mondo dell'economia e del lavoro, tra cui il prof. Mauro Marè, Università della Tuscia-Viterbo, il prof. Vincenzo Galasso, Università Bocconi-Milano, il dott. Giuliano Cazzola, economista, e il dott. Luciano Caon, segretario nazionale SPI-CGIL, senza dimenticare l'assessore alla Promozione Sociale e Turismo, Teresa Nannarone, che ha aperto i lavori. Ha moderato l'editorialista della stampa, Roberto Giovannini.
A venirne fuori è stato, però, un quadro poco confortante.
Dati alla mano, Vincenzo Galasso, professore alla Bocconi ed autore del libro “Contro i giovani”, parla del rischio di «una generazione di perdenti», impantanata tra occupazione flessibile, scarsa progressione salariale (i salari d'entrata dei giovani sono il 20% più bassi del salario medio e crescono meno rispetto alle generazioni precedenti) e ricambio generazionale sul lavoro molto difficile.
Analisi approfondita da Mauro Marè, professore alla Tuscia, che invita i giovani a guardare al futuro, prendendo in considerazione anche il sistema pensionistico, perché –dice- «da qui a dieci anni, la riduzione della natalità assottiglierà la popolazione lavorativa e il numero di occupati», con conseguenze economiche rilevanti, soprattutto per i giovani.
Previdenza, dunque, ad un bivio, come conferma anche Giuliano Cazzola, che fa un quadro della situazione attuale.
Ma si è parlato anche di forme e garanzie della previdenza complementare, con un invito ai giovani a prenderne coscienza da subito per affrontare meglio il futuro.
Luciano Caon, segretario nazionale Spi-Cgil, punta invece il dito sul lavoro precario: «Sì alla flessibilità, ma accompagnata da ammortizzatori sociali», -e aggiunge- «avremo una buona previdenza solo se avremo una buona occupazione».
Importanti anche le dichiarazioni, rilasciate a conclusione del convegno, da Teresa Nannarone: «L'incontro di oggi va in una direzione precisa. Rendere consapevoli i giovani che certi argomenti non vanno rimandati e possono aiutarli a fare scelte di maturità per il loro futuro».
E sulla crisi occupazionale nella Valle Peligna, aggiunge: «La Provincia sta lavorando ad un protocollo d'intesa e ad un accordo di programma per dare una prima risposta alla ripresa occupazionale. Certo, non è facile. I problemi da affrontare sono tanti. Questo incontro è un segnale che vogliamo parlare ai giovani, e ridurre una distanza troppo forte che esiste tra loro e la politica, e che forse si è percepita anche oggi. Anche se ce la meritiamo tutta».

a.d.g. 01/12/2007 9.10