L'Aquila. Commercio nel caos. Confesercenti: «si fermi questo stillicidio»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. «Purtroppo le nostre previsioni si sono avverate puntualmente. Oggi la programmazione commerciale in provincia dell'Aquila vive una situazione di caos assoluto, sembra del tutto in governata e le imprese rischiano di essere spiazzate del tutto». Lo afferma la presidenza di Confesercenti L'Aquila.
Non sembrano essere diversi i motivi della protesta e del malumore degli esercenti della provincia dell'Aquila che si allineano così a quelli della intera regione.
«Oggi la situazione della programmazione delle aperture domenicali somiglia ad una follia pura. Nel capoluogo» dice l'organizzazione produttiva «il Comune di rifiuta di convocare una conferenza dei servizi. Nel bacino peligno è stato deciso che i negozi resteranno aperti 28 domeniche più 3 festivi a scelta, ma i Comuni di Sulmona e dell'Alto Sangro sembra siano intenzionati ad agire autonomamente. Ad Avezzano questa mattina è passata la proposta di Confcommercio che chiedeva addirittura di superare il record negativo di Pescara, stabilendo l'apertura per 47 domeniche l'anno».
«Confesercenti» dice ancora la presidenza «resta invece convinta che eccedere con le aperture domenicali penalizza le piccole e medie imprese, che vedono lievitare i costi del personale e rischiano di sfiancare i titolari degli esercizi più piccoli. Continuiamo a riconoscerci nella prima stesura della legge regionale 25, che prevedeva l'apertura di 28 domeniche più 3 festivi, con le deroghe per i Comuni montani. Ma quello che sta avvenendo in provincia dell'Aquila, e soprattutto quanto avvenuto oggi ad Avezzano, dimostra che il commercio sta vivendo una delle sue pagine più difficili anche a causa di una politica troppo attenta agli ordini della grande distribuzione».

29/11/2007 8.13