Stadio Adriatico: salto ad ostacoli tra veleni e stranezze

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Stadio Adriatico: salto ad ostacoli tra veleni e stranezze
PESCARA. Si sa: bisogna fare in fretta, il tempo stringe, i Giochi del Mediterraneo targati Pescara 2009 sono dietro l'angolo. Eppure per effettuare i lavori necessari per ristrutturare e rendere accogliente lo stadio Adriatico sembra si voglia percorrere la strada più lunga e tortuosa. E non senza pericoli. Qualche giorno fa l'aggiudicazione provvisoria dei lavori da 10 milioni di euro. Dietro l'angolo, però, sembra esserci un bivio: uno o più ricorsi oppure una opera lasciata a metà.
Insomma l'iter amministrativo per poter iniziare i lavori è appena partito e nonostante la volontà dell'amministrazione di velocizzare le procedure, sembrerebbe proprio che gli "imprevisti" debbano obbligare ad un cambio di programma.
Alla vigilia della gara d'appalto non sono mancati mal di pancia e malumori che hanno condizionato i diversi attori.
A contribuire sembrerebbe ci sia stata anche una missiva del commissario Gaetano Fontana, allertato, pare da Roma, per chiedere di fermare l'aggiudicazione e poter supervisionare la procedura di aggiudicazione. La missiva sarebbe stata inviata al ministero, alla Regione, al sindaco di Pescara, al responsabile del procedimento.
Il Comune, come si sa, invece, è andato avanti spedito adducendo motivazioni di urgenza e tempi strettissimi.
Ma una volta assegnata la gara provvisoriamente alla Ati Di Giampaolo sono iniziati i problemi.
Più di una ditta sarebbe sul piede di guerra e pronta a ricorrere non appena la procedura sarà conclusa con l'assegnazione definitiva.
Questo potrebbe comportare un rallentamento dei lavori e l'impossibilità di avere lo stadio pronto con quanto ne conseguirebbe.
Ma perchè tanti problemi?
Secondo alcuni, infatti, l'offerta della ditta vincitrice sarebbe a dir poco "molto particolare", per alcuni aspetti molto distante dalle offerte presentate dalle altre tre.
Si potrebbe dire che più che vincere l'Ati abbia stravinto, 5-0 se si trattasse di una partita di calcio. Come ha fatto?
Puntando il massimo sui diversi parametri stabiliti dal bando e dunque facendo offerte di gran lunga migliori delle altre. Nulla di strano, i bandi sono strutturati apposta per valutare più parametri e la migliore offerta globale.
Un parametro che salta subito all'occhio, per esempio, è quello dell'offerta relativa al periodo di manutenzione.
La Di Giampaolo ha offerto 120 mesi di manutenzione dello stadio.
Manutenzione gratuita per il Comune.
Vale a dire 10 anni di piccoli e grandi lavori. Per alcuni un costo eccessivo «una cosa mai vista», «improponibile».
Tale giudizio tuttavia appare suffragato se si guardano le offerte degli altri concorrenti: chi 24 mesi, chi 36. Insomma, un distacco chilometrico che ha permesso alla Di Giampaolo di accumulare 10 punti con questo parametro contro i 2 ed i 3 delle altre ditte.
La voce di solito molto importante in questo tipo di appalti è quella del ribasso sui lavori.
In questo caso il distacco è ancora maggiore.
La Di Giampaolo ha, infatti, abbassato il prezzo d'asta del 20,728% (in valore monetario circa 1,7 milioni di euro).
Le altre ditte hanno ribassato di appena 5,631%, 3,46% mentre la ditta Di Vincenzo quasi non ha sfruttato questo parametro ribassando di appena 0,2%.
Buon punteggio, anche se non il migliore, per le proposte di migliorie sul progetto valutate 31,395 punti per Di Giampaolo solo terza davanti a Di Vincenzo (39,100) e Favellato (32,820).
Solo tra qualche giorno si potranno conoscere nel dettaglio le migliorie al progetto originale e dunque sapere con precisione effettivamente lo stadio come sarà dopo il restyling.
In questi casi si gioca sui materiali (più pregiati), sulle superfici, magari una copertura più ampia, la predisposizione di servizi o spazi maggiori ecc.
A conti fatti il punteggio finale per la Ati Di Giampaolo è stato di 81,15, seguita a ruota da Di Vincenzo con 64.225, Favellato 62,55 e Ati Edil 2000 58,445.
Cosa significano questi numeri?
Secondo tecnici avvezzi al mestiere «con il 20% di ribasso c'è il rischio fondato di non starci dentro con i costi. Vale a dire i lavori non potranno essere completati».
La ditta vincitrice dunque ha offerto un ribasso che porta l'investimento complessivo a poco più di 8milioni. Ma a suo carico vi sono anche le spese per la manutenzione per 10 anni. Quanto valgono?
Ragionevolmente si potrebbero stimare tra 1-2 milioni di euro, come minimo. A conti fatti dunque il ribasso totale si aggira intorno al 40%, un parametro di sicuro eccezionale in questo tipo di lavori che ha messo letteralmente fuori gioco i contendenti.
Ma ci sarebbe di più.
Chi sta armando i propri fucili avrebbe notato un errore procedurale (vizio di forma) che potrebbe anche invalidare la gara.
La commissione giudicatrice come primo atto ha sorteggiato una busta a caso tra le 4 ditte partecipanti per verificare i requisiti dichiarati (giustificativi).
La busta con la lettera A sorteggiata è stata proprio quella della ditta che ha poi ricevuto l'aggiudicazione provvisoria. Si sono potuti verificare così i requisiti proprio della ditta Di Giampaolo.
Uno dei tanti parametri necessari per la ditta è quello denominato "Soa", una particolare certificazione che prevede per i raggruppamenti temporanei la presenza di un giovane professionista abilitato da almeno 5 anni all'esercizio della professione e che abbia svolto già lavori simili a quelli richiesti dal bando (lo prevederebbe l'art. 51, 5° comma, del regolamento degli appalti dpr 554/99).
Secondo alcuni, tale requisito mancherebbe nella Ati vincitrice ma nonostante l'irregolarità presunta (fatta notare peraltro dal rappresentante della ditta Di Vincenzo e messo a verbale) si è proceduto sia alla apertura delle altre buste ed anche all'aggiudicazione.
Un vizio che potrebbe pesare non poco nell'economia generale della procedura.
Nonostante l'enorme ribasso non sono state applicate le leggi che prevedono l'esclusione per eccessivo ribasso poiché, ha notato la commissione, non si sono superati i 4/5 della sommatoria dei punteggi che è il limite imposto dalla legge.
Questo perchè il sistema dei punteggi stabilito nel bando sarebbe strutturato in maniera tale da non superare mai il limite dei 4/5 nemmeno in caso di un ribasso del 50%.
Cosa succederà a questo punto?
Difficile dirlo. C'è chi scommette tutto sulla aggiudicazione definitiva che dovrà essere ratificata dalla amministrazione comunale.
Qualcuno prevede un intervento del commissario e qualcun altro dà per certi i ricorsi.
Che tutto fili liscio fino al 2009, forse, non lo credono più nemmeno a Palazzo di Città.



LA TABELLA DEI PUNTEGGI FINALI



28/11/2007 9.47

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