Entrano in casa del coordinatore di Libera. «Tutto a soqquadro senza rubare»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Entrano in casa del coordinatore di Libera. «Tutto a soqquadro senza rubare»
TAGLIACOZZO. La scorsa notte dei ladri sarebbero entrati nell'abitazione di Giuseppe La Pietra, coordinatore regionale dell'associazione antimafia "Libera". Hanno approfittato dell'assenza del proprietario di casa ma non avrebbero portato via niente.
E' molto scosso La Pietra per la brutta sorpresa ritrovata questa mattina.
«Sono tornato a casa poco fa da Roma», ha raccontato a PrimaDaNoi.it evidentemente agitato e preoccupato, «e ho trovato la casa aperta».
Al momento pare che non manchi niente all'appello e che chi è entrato abbia rovistato "approfonditamente" nella casa.
«Mi hanno distrutto i mobili», racconta ancora sotto shock.
«Il nucleo dei carabinieri sta rilevando tutte le impronte che ci sono», racconta ancora La Pietra, «e solo tra qualche ore potremmo avere un quadro preciso di quello che è accaduto».
Bisognerà chiarire se l'intrusione notturna nell'abitazione sia da attribuire a semplici ladri o se il gesto sia da considerarsi qualcosa di più serio.
Già qualche mese fa La Pietra era stato vittima di minacce con un volantino intimidatorio. L'ultimo il 23 maggio scorso. Non una novità per Libera, l'associazione contro tutte le mafie guidata da don Luigi Ciotti che in tutta Italia svolge un encomiabile lavoro, sotto continue pressioni.
La Pietra, insieme a Libera sta portando avanti da parecchi mesi una operazione molto importante per il comprensorio della Marsica, con una serie di convegni sul legame tra criminalità organizzata e l'Abruzzo interno.
Sabato scorso ad Avezzano c'era stato un convegno con il giudice Prestipino in cui si era parlato proprio di mafia e legalità.

26/11/2007 14.09



«FORZATA LA PORTA FINESTRA»

Per entrare i balordi hanno forzato la porta finestra che da sul giardino esterno. Hanno distrutto alcuni mobili della sala e uno specchio. Hanno aperto cassetti, rovistato ovunque.

La casa, in zona San Sebastiano a Tagliacozzo è stata presa così d'assalto senza che nessuno se ne rendesse conto. Nei paragi, infatti, non ci sono case ed è risaputo che quella sia la residenza di La Pietra, pastore valdese, che vive nella casa adiacente alla parrocchia.
Sembra quindi chiaro che i visitatori sapessero bene di chi fosse quella casa.
L'associazione Libera L'Aquila ha espresso solidarietà al suo coordinatore «per il grave atto subìto».
Per gli accertamenti del caso, sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Tagliacozzo e la Digos di Avezzano.
Dopo l'atto intimidatorio La Pietra è certo: «noi andiamo avanti» e giovedì 6 dicembre si concluderà come da programma il ciclo di appuntamenti su legalità e malavita, con un incontro cui
parteciperà il Vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, onorevole Giuseppe Lumia.
Appresa la notizia del nuovo atto Tonio Dall'Olio, dell'ufficio di presidenza di Libera, in segno di
solidarietà si è recato sul posto.
Messaggi di solidarietà sono arrivati anche da don Luigi Ciotti, dal presidente della commissione parlamentare antimafia onorevole Forgione, dagli onorevoli Fasciani, Acerbo, Attili
e da esponenti politici e dell'associazionismo locale.





LA SOLIDARIETA' DI RIFONDAZIONE

«Esprimiamo la nostra solidarietà a Giuseppe La Pietra e all'Associazione LIBERA. L'irruzione notturna nell'abitazione del coordinatore regionale dell'associazione antimafia ha tutti i connotati di un atto di intimidazione. E' impossibile non mettere in relazione quanto accaduto con l'opera di denuncia e sensibilizzazione dell'opinione pubblica e delle istituzioni che Giuseppe e Libera stanno portando avanti con grande determinazione e coraggio».
E' quello che scrivono i vertici di Rifondazione: Maurizio Acerbo, deputato PRC-SE, Marco Gelmini, Segretario regionale, Giuseppe Di Lello, senatore e Marco Riccardi, Segretario federazione marsicana.
«Proprio grazie al lavoro di Libera è emersa in Abruzzo ed in particolare nel territorio marsicano (Tagliacozzo), di società in cui figurano personaggi noti alla cronache giudiziarie come Gianni Lapis, indicato dai magistrati palermitani come prestanome di Ciancimino», ricordano gli esponenti politici.
«Finora abbiamo registrato, pur di fronte a denunce puntuali e circostanziate, un diffuso atteggiamento di sottovalutazione. L'Abruzzo, secondo la Direzione Nazionale Antimafia, è un possibile territorio di riciclaggio di denaro proveniente dalla criminalità organizzata siciliano.
Quanto accaduto non fa accrescere le nostre preoccupazioni che abbiamo anche ufficializzato attraverso interrogazioni parlamentari. L'Abruzzo migliore, quello che non chiude gli occhi e le orecchie di fronte ai fenomeni di infiltrazione mafiosa non deve lasciare sole persone come Giuseppe che lavorano concretamente sul territorio per la difesa alla legalità.
Facciamo appello a tutte le forze politiche e sociali affinché non facciano mancare la propria presenza al fianco di chi, come Giuseppe La Pietra, si è esposto in prima persona nella lotta alla criminalità organizzata».
26/11/2007 19.05

FORGIONE:«IN ABRUZZO UNA SERIE DI FATTI INQUIETANTI»

Anche il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Francesco Forgione, ha espresso la
propria solidarietà al pastore valdese Giuseppe La Pietra.
«E' necessario fare piena luce su quanto accaduto - ha spiegato - per chiarire la natura di questo gesto. Da tempo La Pietra denuncia l'infiltrazione di interessi mafiosi nel territorio della Marsica ed è già stato fatto oggetto di minacce anonime. In quel territorio - ha aggiunto - si stanno succedendo nel tempo fatti inquietanti che testimoniano l'attività e la presenza di esponenti delle mafie italiane e
straniere. Continuare a negare la loro presenza non è un bene per le istituzioni locali, per questo chiediamo alla Dda dell'Aquila atti chiari ed alla Prefettura di attivarsi, anche per verificare la sicurezza personale di Giuseppe La Pietra».

27/11/2007 8.04