Allarme per una mega cava: occuperà il 10% del territorio comunale

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SAN DEMETRIO NE’ VESTINI (AQ). Scendono nuovamente in campo gli ambientalisti contro un progetto che giudicano «scellerato». Questa volta si tratta di una mega cava. Il WWF Abruzzo e Italia Nostra di L’Aquila, bocciano senza mezzi termini il progetto per la realizzazione di una megacava in territorio di San Demetrio ne’ Vestini (AQ).





SAN DEMETRIO NE' VESTINI (AQ). Scendono nuovamente in campo gli ambientalisti contro un progetto che giudicano «scellerato». Questa volta si tratta di una mega cava. Il WWF Abruzzo e Italia Nostra di L'Aquila, bocciano senza mezzi termini il progetto per la realizzazione di una megacava in territorio di San Demetrio ne' Vestini (AQ).



Il progetto è fortemente voluto dall'Amministrazione Comunale nonostante l'opposizione di gran parte dei cittadini che si sono costituiti in Comitato, i cui effetti si ripercuoteranno pesantemente sull'ambiente e la vivibilità della Media Valle dell'Aterno.
Con una Variante al PRG vigente, in attesa di approvazione da parte della Regione Abruzzo, il comune ha deciso di adibire circa il 10% del territorio di San Demetrio, pari a circa 1.500.000 mq (200 volte circa il Lago Sinizzo), ad attività estrattiva.
I confini sono stati decisi in base alle domande pervenute al Comune da 8 cavatori. L'area interessata è compresa tra il Tratturo Magno (interessandolo parzialmente), la locale stazione ferroviaria, il confine con Poggio Picenze e alcune colline a ridosso delle località di Cardamone e Villa Grande: al suo interno vi sono varie colline ed una grande dolina.
Il Comune, nella “zona cave” ha concederà terreni agricoli e demaniali all'attività estrattiva alle ditte: Aquilana Calcestruzzi, Generale Calcestruzzi, Ludovici e figli, Vestina inerti, Ludovici e Toto Costruzioni, che ha presentato istanza per un'area di 400.000 metri quadri. A queste si aggiungono le due cave già aperte tra il 2001 e il 2002 da Ciuffini e Sicabeton, che ha fatto istanza di ampliamento.
«La zona dalle cave di San Demetrio», spiegano gli ambientalisti, «oltre ad essere interessata da un intenso carsismo, che si manifesta in superficie con numerose grandi doline, costituisce la zona di insediamento del Lanario (Falco biarmicus), un raro falco, già protetto dalla direttiva uccelli della Comunità europea. Il sacrificio ambientale per la valle dell'Aterno è enorme: un ecomostro che va ad aggiungersi al capannone di dimensioni spaventose, già costruito da Edimo al bivio di Fossa in barba ad ogni rispetto paesaggistico, e destinato a spianare la strada a decine di nuovi inutili capannoni».
Altre Regioni limitrofe, ad esempio Lazio e Marche, hanno già fortemente limitato la possibilità di estrarre sul loro territorio; il proliferare dell'attività di cava nel territorio abruzzese, e in particolare nella provincia dell'Aquila, «ha creato una situazione drammatica».
«Il danno ambientale ed i disagi per le popolazioni locali sono certi», dicono Wwf e Italia Nostra,«i vantaggi economici esigui o nulli, a parte per i cavatori stessi. Mentre si attende dal 1983 che la Regione rediga un Piano cave, i cavatori possono oggi scavare, in linea teorica, in ogni terreno agricolo e a soli 10 metri dalle abitazioni. Molte di queste cave non saranno mai ripristinate e le ferite inferte al territorio rimarranno visibili per sempre».

26/11/2007 8.17



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