E’ tornata la stagione delle proteste e dei fondali bassi

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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E’ tornata la stagione delle proteste e dei fondali bassi
PESCARA. Ormai è ciclico il problema. Irrisolto, oneroso, dimenticato, sottovalutato. Impossibile non ripetersi in fatto di fondali bassi nel porto canale chiuso da un progetto scellerato che ha comportato un dispendio di fondi pubblici per il dragaggio enorme. LA NOSTRA INCHIESTA LO STUDIO DELL’APAT
Per gli errori madornali di progettazione nessuno ha mai pagato, non così invece può dirsi per la marineria ed i cittadini.
Infatti l'attuale amministrazione per porre rimedio all'insabbiamento sempre più veloce ha predisposto un progetto che si aggirerebbe intorno ai 40-50 milioni di euro.
Ieri la marineria è tornata a far sentire la sua voce perchè i fondali sono sempre più bassi e anche ormeggiare è diventato impossibile.

L'associazione armatori di Pescara ha dichiarato infatti lo stato di agitazione della marineria cittadina e hanno firmato un documento che e' stato inviato alla prefettura, al sindaco e alla Capitaneria di Porto.
«Non si può manovrare nella zona destinata all'ormeggio e al centro del canale molti pescherecci hanno riportato danni alle eliche», scrivono, «ai timoni, alle pompe dell'acqua di raffreddamento e agli scambiatori di calore, con gravi conseguenze ai motori principali. Danneggiate anche alcune barche in legno. E' difficile, inoltre, effettuare il rifornimento di gasolio lungo la banchina, per cui si ricorre a fornitori esterni, con un aggravio di spese».
I riflessi nefasti si avvertono anche nel nuovo porto turistico dove l'ingresso è ridotto del 60% a causa di una secca molto pericolosa e mal segnalata che è lì da oltre un anno.
L'assessore balneatore Padovano oggi dice: «il problema è serio e va risolto. Comprendiamo l'umore che ha portato lo stato di agitazione della Marineria e apprezziamo il modo in cui ci è stata rappresentata la situazione, ricorrendo al dialogo che da tempo ci vede proficuamente impegnati con gli operatori del settore della pesca».
Così è scattato immediatamente il sopralluogo del solerte amministratore. Che cosa avrà mai trovato di nuovo?
«Ho potuto verificare che la condizione dei fondali è davvero seria», ha detto, «come serio per il settore è anche il problema del caro-gasolio».
Ma non sono le dichiarazioni di sempre che si ripetono ogni 6 mesi?
«Sul fronte del dragaggio», assicura Padovano, «ho interpellato la Capitaneria di Porto e l'Arta che ci hanno assicurato che entro il 26 novembre ci saranno i risultati definitivi delle analisi sui fanghi prelevati dai fondali, uno dei passaggi necessari per arrivare al dragaggio del porto».
Una volta acquisiti questi, «ci rivolgeremo all'assessorato regionale competente per attivare la procedura di emergenza sul porto canale e accorciare i tempi della rimozione dei fanghi. Come Ente non possiamo fare altro che questo, assicurando alla Marineria il nostro impegno costante per chi vive e opera sul mare».
Non si può fare altro, solo aspettare di piantare qualche ombrellone.

17/11/2007 11.11