Elezioni Rsu alla Asl, votano anche i precari, insorge Fsi

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. E' polemica nelle elezioni delle Rsu alla Asl di Pescara. L'elezione dei rappresentnti interni è da sempre un momento importate per i lavoratori che da anni rivendicano condizioni di lavoro migliori e stabilizzazione di moltissimi precari.
A sbattere i piedi è la Fsi: i sindacati indipendenti contestano la decisione della Asl di concedere il voto anche ai precari.
«Siamo sdegnati», dice la rappresentante pescarese di Fsi, Silvana Sisti,«per la decisione di far votare chi ha un contratto a tempo determinato e non stabilizzato. Riteniamo che chi da anni è a contratto debba essere immediatamente stabilizzato. In nessun caso possiamo permettere strumentalizzazioni ideologiche sulla pelle di lavoratori che da anni sperano in una assunzione stabile e che guadagno il magro stipendio mensile anche di 340 euro. Non possiamo includere i precari nelle elezioni, e poi escluderli dai processi di stabilizzazione. Solo 3 sigle sindacali oggi presenti: Fsi, nursing-up e ugl si sono dichiarate a favore di una stabilizzazione ed inserimento dei precari nelle liste delle Rsu. E guarda caso Cgil, Cisl e l'amministrazione hanno votato contro».
La tensione è alta e sotto accusa è la direttiva del dirigente competente che ha ricompresso tra i votanti i precari, direttiva contestata dal sindacato indipendente e giudicata "irregolare".
«Come Fsi riteniamo che nelle Rsu debba sedere chi e' autonomo e non amico e confidente di questa amministrazione anche detenendo posizioni organizzative che gli fruttano diverse migliaia di euro l'anno. Porteremo queste istanze sia al tribunale del lavoro, sia sui tavoli primari della Regione Abruzzo. Riteniamo che la legge debba essere applicata anche in qui ed in questa Asl».
E' intervenuto persino il segretario generale Fsi, Adamo Bonazzi che ha detto: «è un vero scandalo con quanta arroganza questa direzione generale stia affrontando la vicenda. Evidentemente, come gia' altre volte in questa azienda si guarda agli interessi particolari e non a quelli generali».
E aggiunge Bonazzi:«raramente ho trovato tanta maleducazione e tanta arroganza da parte di una direzione generale di una Asl. Questo direttore non solo rifiuta di incontrare le nostre delegazioni, addirittura scappa davanti al segretario generale pur di non trattare le questioni aperte».
16/11/2007 12.03