Operazione "Insulina": decapitata la cupola dello spaccio di eroina

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MOSCIANO SANT’ANGELO (TE). Dopo una intensa attività di indagine durata diversi mesi, i Carabinieri del Norm, sotto la guida del Luogotenente Antonio Longo unitamente a quelli della Stazione Carabinieri di Mosciano Sant’Angelo, Comandata dal maresciallo Paolo Gentile, hanno praticamente decapitato la “Cupola” dello spaccio di eroina in Mosciano Sant’Angelo (TE).
I carabinieri avevano infatti accertato l'esistenza di un vasto e consolidato traffico di sostanze stupefacenti nella provincia teramana.
L'operazione è scattata alle 5 di questa mattina con l'esecuzione a Mosciano Sant'Angelo ed Alba Adriatica di tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal G.I.P. di competenza Distrettuale del Tribunale di L'Aquila che concordava pienamente con gli esiti delle risultanze investigative acquisite dai militari.
I tre arrestati, tutti noti alle Forze dell'Ordine per precedenti penali, sono Vincenzo Sorrento, 27enne, Fabiano Marini, 31enne e Vincenzo Rossi, 29enne, tutti residente a Mosciano.
Solo Rossi, essendo domiciliato in Alba Adriatica, è stato arrestato grazie anche alla collaborazione dei carabinieri del posto.
Nel corso del servizio sono state eseguite perquisizioni domiciliari anche a Giulianova, Alba Adriatica e Pescara, con l'ausilio di unità cinofile del Comando Carabinieri di Chieti, nelle abitazioni di altre tre persone che risultano indagate nell'ambito dello stesso procedimento penale per concorso in detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti.
L'esito delle perquisizioni è stato negativo.
«Nel corso delle indagini», ha spiegato questa mattina il comandante Longo, «è emerso che i tre arrestati promuovevano, organizzavano e partecipavano ad una associazione per delinquere finalizzata a commettere una serie indeterminata di delitti di illecita detenzione e cessione di sostanze stupefacenti».
Si tratta di eroina e, in alcuni casi, “subutex” a base di buprenorfina, pasticche acquistate da un altro fornitore del teramano e poi rivendute.
Un importante mercato di spaccio al minuto, quindi, nei confronti di numerosi clienti.
Sorrento, secondo l'accusa, ricopriva un ruolo centrale all'interno del sodalizio, mentre gli altri due erano «meri partecipanti ed esecutori delle direttive impartite dal Sorrento».
I tre «traevano dall'attività illecita i rispettivi tornaconti», ha spiegato ancora Longo. «in particolare Sorrento di natura patrimoniale, mentre Marini e Rossi riuscivano a ricavarne per lo più delle dosi di eroina per far fronte al loro fabbisogno».
Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati associati alla Casa Circondariale di Teramo a disposizione della competente Autorità giudiziaria.
16/11/2007 11.38