Arriva la Orim: «Noi grande occasione di progresso per Bussi»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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BUSSI. Una conferenza stampa fiume convocata d’urgenza per «ristabilire la verità sui fatti». E già perché in questi giorni «sono state scritte un sacco di falsità», «imboccate in maniera strumentale da brave persone». E la verità l’ha sciorinata lui, Alfredo Mancini, il responsabile e padre fondatore della Orim, l’impresa che vuole costruire a Bussi un «impianto all’avanguardia (ce ne sono solo 8 nel mondo)» per recuperare metalli preziosi dagli scarti industriali.
L'incontro è stato organizzato dall'Unione industriali a Pescara e alla presentazione, durata oltre un'ora e mezzo, hanno partecipato anche il figlio del titolare, Andrea, ed il sindaco di Bussi, Marcello Chella.
Una occasione buona per decantare le lodi di una «piccola impresa ma all'avanguardia» che dall'ambiente «vuole ricavare soldi, rispettandolo anzi ripulendolo».
Una lunga cronistoria sulla vita, e soprattutto i "miracoli", di questa famiglia che nel 1982 ha iniziato a scoprire le ricchezze degli scarti industriali.
Dopo questo lungo monologo tuttavia nulla di più sappiamo circa l'impianto da costruire, il suo impatto, il suo ciclo produttivo, i rischi connessi, le emissioni, l'indotto che svilupperà, la ricaduta sul territorio e sul tessuto socioeconomico, come realmente cambierà Bussi dal 2013 anno nel quale dovrà entrare in produzione l'impianto.
Un incontro in grande stile senza lo straccio di un documento o di una relazione che attesti nei particolari quello che le parole hanno decantato.
Il business plan presentato in Comune?
«Top secret», ha detto Mancini dopo aver pronunciato per almeno 5 volte la parola “trasparenza”, aver assicurato che «le carte sono a disposizione», che «è tutto chiaro» «alla luce del sole», «una procedura trasparente».
Eppure l'incontro doveva avere un solo obiettivo: «trovare l'assenso della politica e della popolazione sul progetto, perché non intendo fare investimenti in un luogo a me ostile», ha dichiarato ancora Mancini, minacciando subito di andare a Ravenna, forse più propensa ad accettare il suo genio.
Ma su quali basi e su quali informazioni la gente e la politica dovrebbe farsi una idea e, dunque, dirsi favorevole e contraria al progetto?
Dall'uso sovrabbondante di parole forse, proprio su queste e solo sulle parole.
Una questione di fede insomma.
E dunque eccole le “parole”.

CHE COSA FARA' LO STABILIMENTO ORIM

Su una cosa ha posto l'accento più volte l'ingegner Alfredo Mancini: le sue origini ed il suo legame con Bussi.
«Ho vissuto qui per molto tempo, mi sono sposato, mio figlio è nato qui, mia suocera era abruzzese, conosco e sono legato a molte persone qui».
Ed i legami con Bussi e la sua realtà non finiscono qui.
La storia di Mancini sembra una storia semplice, una laurea in ingegneria nel 1970, una lunga carriera nella Montedison, poi le dimissioni nel 1981 per mettersi in proprio e fondare nel 1982, il 5 febbraio, la Orim a Macerata.
«Un giorno mi accorsi che c'erano moltissime industrie che producevano scarti industriali che venivano gettati», racconta, «allora ho voluto esaminare questi scarti ed ho scoperto che all'interno vi sono veri e propri gioielli, metalli preziosi per le industrie che utilizzano materie prime fondamentali come oro, argento, nichel, cobalto. Da questi rifiuti noi siamo in grado con un procedimento industriale di produrre acciaio, ferro, pigmenti, sali».
E tutto questo, ovviamente, non c'entra nulla con la bonifica della mega discarica tossica.
Un mega impianto che è stato definito pure “parco ecoindustriale”, un ossimoro che indica l'azione quasi terapeutica verso l'ambiente.
«Zero impatto, nessun problema per l'ambiente, anzi siamo noi che trattando i rifiuti industriali facciamo bene all'ambiente, facciamo rivivere la materia. Come possono gli ottusi ambientalisti dire il contrario?»
Mancini elenca le sue credenziali ed i numerosi contatti a livello ministeriale, l'università,mostra da lontano le autorizzazioni della sua azienda, anche le sue disavventure con la politica, nelle Marche, quando per una serie di ritardi non arrivavano certi nulla osta e sembrava pronto a fare causa persino alla Regione Marche.
«Poi il mio avvocato mi disse: meglio non mettersi contro la politica».
Saggio consiglio.
Così la lite venne ricomposta e la Orim oggi è azienda conosciuta «in tutta Italia e nel mondo» e pronta ad affrontare un investimento stimato di 15milioni di euro in Abruzzo.
E sull'allarmismo il patron è stato chiaro:«ho letto sui giornali che Legambiente ha detto di aver “scoperto” il nostro progetto. Come scoperto? E' tutto chiaro e trasparente non è mica un segreto. Posso rassicurare tutti dicendo semplicemente che costruire un simile impianto in un sito di interesse nazionale significa essere super controllati ad ogni livello. Non sono possibili procedure snelle o scorciatoie. E fare qualcosa che non sia in linea con le leggi sarebbe come creare una attività delinquenziale all'interno di una caserma dei carabinieri».
Sull'occupazione le previsioni di massima parlano di 15 unità fra un anno e 70 nel 2013 «ma poi il resto lo deciderà il mercato».
Vero.
Fatto sta che al momento non vi sono ancora documenti ufficiali, né un protocollo di intesa con il Comune che vincoli il privato a fare o non fare e al momento non si conosce neppure il progetto per cui si può dire tanto ma solo a grandissime linee.
«L'impianto non prevede forni o discariche ma un sofisticato processo che utilizza diversi composti chimici che si trovano qui a Bussi. In pratica sposto le molecole dei metalli con la corrente elettrica che è metodologia più ecologica possibile».
L'obiettivo è tirare fuori quei metalli strategici per i nuovi mercati che valgono moltissimo in Cina e India.
Poi l'assicurazione finale: «non abbiamo mai avuto problemi di nessun genere, tutte le accuse nei nostri confronti sono cadute e siamo stati assolti da alcuni procedimenti che ci vedevano coinvolti. Subiamo periodicamente anche controlli dai carabinieri del Noe che ci fanno i complimenti perché tutto è in regola».

IL SINDACO DI BUSSI, CHELLA: «INTERESSI FORTI E LA GUERRA DI QUALCUNO CONTRO IL MONDO»

Una importanza il progetto Orim ce l'ha anche perché ha fatto spaccare la maggioranza per la seconda volta.
Tre assessori hanno rimesso il mandato e si sono dissociati dalla posizione del Comune che secondo il primo cittadino è «favorevole al progetto a condizione che siano rispettate tutte le norme».
«Si tratta di una guerra dichiarata da un gruppo contro il mondo», ha detto il sindaco Marcello Chella, «sono brave persone per carità, ma il caso Orim è la scusa. Già un anno fa avevo riposto nuovamente la fiducia. Evidentemente ho fatto male».
Sulla procedura tutto è chiaro.
«Il 9 marzo 2007 c'è stata una riunione all'osservatorio provinciale della chimica e presentato il progetto. Il 23 maggio un incontro a Bussi con i consiglieri. Il 3 agosto la presentazione del business plan (quello “segreto” ndr). Sotto l'occhio del ciclone non ci siamo mai stati come adesso dunque sarebbe da stupidi non seguire scrupolosamente le procedure. Il 20 settembre c'è stata una riunione con i consiglieri, poi una di maggioranza dove 7 su 9 si sono detti favorevoli»
«Siamo convinti di lavorare nel bene e per il futuro sostenibile di Bussi», ha aggiunto il sindaco, «la Orim può contribuire a realizzare un progetto intelligente di reindustrializzazione e di valorizzazione del territorio. Ora però i tempi stringono e bisogna prendere una decisione».
Ancora una volta di più appare chiaro come gli interessi in gioco siano moltissimi e di diversa natura, magari anche trasversale agli schieramenti .
Ancora una volta tutto si concentra a Bussi dove è stata scoperta una mega discarica tossica, forse la più grande d'Europa, dove da oltre un secolo un polo industriale chimico ha devastato questa terra, dove non si conoscono i responsabili.
Ancora una volta a Bussi, a due passi da quei pozzi che sono stati inquinati ed hanno portato le sostanze cancerogene fin dentro i nostri rubinetti per decenni all'insaputa di oltre 500mila cittadini.
Davvero sembra che oggi Bussi sia diventato il “centro del mondo”.

15/11/2007 14.33

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=orim+bussi&action=results]IL CASO DELLA ORIM: LE POLEMICHE E L'ANNUNCIO DEL PROGETTO A MARZO[/url]