Nuovo porto a Vasto: «un vero colpo di mano»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Nuovo porto a Vasto: «un vero colpo di mano»
VASTO. Con l’approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuale nel Consiglio Comunale dello scorso 6 Novembre si è consumato, secondo l’associazione Porta Nuova, «un vero e proprio colpo di mano volto a porre i consiglieri di fronte ad una scelta obbligata –e già da tempo presa altrove».
«I consiglieri hanno deciso senza conoscere», sostiene oggi l'associazione dei cittadini. «Il Consiglio Comunale è stato convocato con un anticipo di 5 giorni (il 31 Ottobre), 4 dei quali erano festivi. Prima di allora l'amministrazione si è ben guardata dal far passare il PRP in Commissione Urbanistica; alcun “profano”, tantomeno, ha potuto consultare i fascicoli». Altra accusa mossa «i consiglieri comunali hanno ascoltato esclusivamente le relazioni, di parte, degli ingegneri che hanno redatto il progetto (appartenenti alla MODIMAR, la stessa società che in Abruzzo ha progettato le barriere cementizie anti-erosione)».
L'associazione ricorda anche come «la proposta di rinvio della discussione al fine di acquisire maggiori informazioni», formulata da Porta Nuova, ARCI, Rifondazione Comunista, WWF provinciale, «è stata ripresa e votata in aula dai soli consiglieri: Alinovi (UDEUR), Giangiacomo (Forza Italia), Marcello (Comitato Civico), Russi (indipendente), Russo (Alleanza Nazionale), Smargiassi (Rifondazione Comunista). Gli altri hanno votato contro. Vi sono stati 3 astenuti».
E oggi i cittadini sostengono di «non conoscere il significato e le implicazioni di questa operazione, perché nessuno –tra chi sa- le ha mai voluto far conoscere nulla. Il Comune si è impegnato a convocare un'assemblea pubblica a Dicembre… francamente sembra più che altro una presa in giro. Occorreva discutere e conoscere prima, non dopo».
«La normativa che regola la materia è stata violata consapevolmente», continua il comitato, «il sindaco Lapenna ha disatteso la premessa metodologica contenuta nel suo stesso programma elettorale e si è tentato di presentare la vicenda come uno scontro tra “ambientalisti” e fautori dello “sviluppo”. Niente di più falso».


COSA CAMBIERA'


Ma dopo l'approvazione dell'ultimo consiglio cosa cambierà nel porto di Vasto?
Con un investimento di 145 milioni di euro la struttura e la funzionalità del porto di Punta Penna cambierà completamente anche perché, secondo i tecnici della Modimar, se ciò non avvenisse lo scalo rischierebbe il collasso. L'accesso al porto, sarà collocato verso sud ed avrà una imboccatura di circa 180 metri di ampiezza.
Oggi il porto ha uno specchio d'acqua di 198 mila metri quadrati (ma solo 121 mila formano il bacino portuale). Le banchine hanno uno sviluppo di 700 metri e la profondità media dei fondali è di 7 metri. Verrà demolito il mercato ittico e sorgeranno uffici e servizi a ridosso dell'attuale caserma di accesso al porto della Guardia di Finanza. Il traffico delle merci è stata valutata 800 mila tonnellate all'anno per i prossimi 5 anni, e oltre 1 milione di tonnellate nei prossimi 10 anni.
Sulle banchine del porto arriverà anche la rete ferroviaria che dalla zona della Fox Petroli per un investimento complessivo che dovrebbe superare i 10 milioni.


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15/11/2007 9.24