Malformazioni cardiache, la diagnosi si fa nella pancia della mamma

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LANCIANO-VASTO. Un caso di integrazione multi-disciplinare unico nel Centro Italia, per la realizzazione a Vasto di un centro per la diagnosi e terapia delle cardiopatie congenite nei feti a rischio.
Il risultato è frutto del protocollo d'intesa siglato dalla Asl Lanciano-Vasto con il polo mono- specialistico cardiologico "Lancisi"
di Ancona, e che ha portato, senza aggravio di costi, all'attivazione di un servizio assolutamente innovativo in questa regione, grazie a un'équipe costituita dal ginecologo, dal cardiologo pediatrico e dal cardiochirurgo neonatale.
Il progetto è stato presentato questa mattina. Di fatto che succede?
Che viene avviato un servizio diagnostico presso l'Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia (diretta dal dott. Francesco Matrullo) per l'esecuzione dell' ecocardiografia fetale effettuata tra la 20^ e la 22^ settimana di gestazione, un esame di importanza fondamentale che ha la finalità del controllo sequenziale dell'anatomia cardiaca nei feti a rischio (per indicazioni materne come alcune malattie ereditarie, familiarità per cardiopatie congenite, infezioni materne, diabete, malattie autoimmuni, o sospetto di cardiopatia congenita durante l'ecografia morfologica, o ancora in feti con malformazioni extracardiache, o infine nella gemellarità monocoriale) : la diagnosi precoce, infatti, riduce il rischio di mortalità per il bambino e consente la pianificazione del percorso nascita e del successivo intervento, entrambi in strutture qualificate e specializzate.
L'équipe multidisciplinare, composta da Vincenzo Biondelli, ginecologo, Maria Grazia Bettuzzi, cardiologo pediatrico, e Marco Pozzi, cardiochirurgo neonatale, opererà secondo una procedura già codificata, che prevede l'esame ecocardiografico a Vasto, e, in caso di cardiopatia accertata, la successiva valutazione, sempre in loco, da parte del cardiologo pediatrico del "Lancisi". Le tappe successive, quindi, dalla nascita all'intervento, si svolgeranno ad Ancona, con counseling cardiochirurgico prenatale e dove la donna sarà assistita dall'équipe multi specialistica fin dal momento del parto, che va espletato in un centro di alta specializzazione, al fine di garantire adeguata assistenza alla mamma e al bambino.
«La principale causa di mortalità infantile è rappresentata proprio dalle cardiopatie congenite – ha detto Michele Caporossi – rispetto alle quali la diagnosi prenatale è fondamentale. Scoprire le malformazioni nella vita intrauterina consente di curare meglio il bambino, o addirittura salvarlo, attraverso la pianificazione dei percorsi terapeutici giusti, oltre che dare una risposta e un aiuto a tante mamme impreparate che hanno difficoltà, subito dopo il parto, a gestire una malattia cardiaca grave che compare a sorpresa».
Grande interesse ha suscitato la presentazione del prof. Marco Pozzi, Cardiochirurgo neonatale di Liverpool, che ha portato dati e casistica del Lancisi, dove segue le attività di cardiochirurgia pediatrica. In due anni sino stati eseguiti 300 interventi di cui l'83% su pazienti di età inferiore a 15 anni. Tra questi 38 neonati, 87 in età compresa fra 1 e 5 anni, 126 tra 5 e 15 anni e i restanti 48 di età superiore a
15 anni. Di rilievo anche gli interventi innovativi introdotti, come la costruzione di valvola polmonare monocuspide nella riparazione della tetralogia di Fallot e l'edge to edge mitralica e tricuspidalica.
Il progetto infine è stato definito uno straordinario esempio di integrazione scientifica e assistenziale da Gino Tosolini, Direttore Generale dell'Azienda Ospedali Riuniti di Ancona.



13/11/2007 15.45