Il Piano del Parco Gran Sasso Laga verso l’approvazione definitiva

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ASSERGI. Dopo la deliberazione della Giunta Regionale delle Marche, cronologicamente ultima delle tre regioni territorialmente interessate a votarne l’adozione, è giunto alla stretta finale l’iter amministrativo del Piano del Parco Gran Sasso Laga, decisivo strumento di programmazione territoriale la cui dotazione da parte dei Parchi è prevista dalla Legge Quadro sulle aree protette del 1991.
Il Piano del Parco è stato presentato questa mattina ad Assergi nel corso di una conferenza stampa dal Commissario Stefano Allavena e da Fabio Vallarola ed Alfonso Calzolaio del Servizio Tecnico Urbanistico Territoriale dell'Ente.
Oggi il Piano è stato depositato presso le sedi dei Comuni e delle Comunità Montane, al fine di raccogliere le osservazioni espresse da istituzioni, associazioni o privati cittadini. L'esposizione del Piano avrà una durata complessiva di 40 giorni, nel corso dei quali chiunque potrà prenderne visione ed estrarne copia.
Nei successivi quaranta giorni, si potranno presentare osservazioni scritte, sulle quali l'Ente Parco sarà chiamato ad esprimere il proprio parere.
Una volta terminata la fase di pubblicazione, tutte le osservazioni, corredate dai pareri espressi dall'Ente Parco, saranno inviate alle Regioni competenti per territorio, le quali, entro il periodo di centoventi giorni dal ricevimento delle stesse, si pronunceranno sulle osservazioni, approvando il Piano del Parco in via definitiva.
Al fine di coinvolgere il più possibile le amministrazioni locali, i cittadini e tutti i portatori d'interesse, la Commissione “Ufficio del Piano” dell'Ente sta programmando specifici incontri e riunioni pubbliche in ciascuna delle province interessate allo scopo di illustrare nel dettaglio il nuovo strumento di pianificazione.
«Il Piano del Parco rappresenta, dopo il decreto istitutivo dell'Ente del 1995, il momento più qualificante della vita del Parco», ha sottolineato il Commissario Straordinario.
«Quale strumento sovraordinato, esso andrà a sostituire, ad ogni livello, i piani paesistici, i piani territoriali provinciali, i piani urbanistici e tutti gli strumenti di pianificazione territoriale, ivi comprese le norme contenute nell'atto istitutivo dell'Ente Parco. Grazie al Piano del Parco si potranno avviare nuove strategie di riqualificazione e di recupero ambientale e paesaggistico e dare ulteriore impulso alla conservazione attiva e all'uso sostenibile del territorio, rafforzando la visione del Parco non già come insieme di limiti e vincoli ma come concreta occasione di sviluppo per le comunità che vi vivono e vi esercitano le loro attività».

12/11/2007 15.39