Lavoratrice licenziata «perché ha un piercing»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

787

L'AQUILA. Piercing al naso? Lavoratrice rischia il posto di lavoro. La denuncia è partita dalla Filcams Cgil dell'Aquila e il deputato di Rifondazione Maurizio Acerbo presenterà una interrogazione in Parlamento.
Un piersing al naso può costare caro e a volte mettere a repentaglio il posto di lavoro. Non lo immaginava proprio una dipendente della ditta che gestisce il servizio di ristorazione nel carcere dell'Aquila. Ma è ancora da accertare quanto l'orecchino sul viso sia stato un semplice pretesto per rimandarla a casa o la reale motivazione.
Lei come ogni giorno si era recata normalmente al lavoro ma quell'anellino che porta al naso ha creato un vero e proprio caso.
La donna non è stata fatta entrare, motivo proprio il suo piercing.
Questo è quanto hanno denunciato i responsabile della Filcams – Cgil aquilana. Almeno la presenza dell'orecchino sarebbe la motivazione con cui la direzione del carcere avrebbe vietato l'ingresso alla dipendente della ditta.
«Appare abnorme tale motivazione per un provvedimento così pesante», ha commentato il deputato di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo.
«Considerato che, secondo quanto riferisce la Filcams – Cgil, la lavoratrice avrebbe subito già in precedenza particolari " attenzioni"
è legittimo il sospetto che quella del piercing sia soltanto una scusa».
Comunque Acerbo esporrà il caso al Ministro competente attraverso una interrogazione parlamentare.
«Spero che tutte le forze politiche si attivino perché la vicenda sia risolta positivamente», ha chiuso Acerbo.


12/11/2007 14.47