Ops, che buco. Tutte le delibere alla Corte dei Conti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Il capogruppo di Alleanza Nazionale ed ex presidente della Provincia Mauro Febbo ha diffidato i dirigenti dei Settori Ragioneria ed Ambiente della Provincia dal dare esecuzione alla delibera approvata lo scorso 22 ottobre sulla Ops. Il presidente Coletti è tranquillo: la Provincia ce la sta mettendo tutta».


CHIETI. Il capogruppo di Alleanza Nazionale ed ex presidente della Provincia Mauro Febbo ha diffidato i dirigenti dei Settori Ragioneria ed Ambiente della Provincia dal dare esecuzione alla delibera approvata lo scorso 22 ottobre sulla Ops. Il presidente Coletti è tranquillo: la Provincia ce la sta mettendo tutta».Una delibera approvata dalla maggioranza del consiglio provinciale finita sul tavolo della Corte dei Conti. L'Amministrazione, infatti, ha deciso di acquisire le quote di capitale della Ops, detenute ora dai privati, «senza specificare, però l'impegno di spesa».
La Ops è una società partecipata dalla Provincia di Chieti in ragione del 78% del capitale sociale e si occupa di verifica di impianti termici e gestione del sistema informativo provinciale integrato.
«Abbiamo inviato gli atti al Procuratore regionale della Corte dei Conti», spiega Febbo, «e al Prefetto di Chieti. La delibera relativa all'acquisizione da parte della Provincia delle quote di capitale della Ops spa detenute attualmente da soggetti privati è stata approvata da 15 consiglieri di maggioranza. Ma quella delibera», fa notare Febbo nella diffida, «è priva dell'impegno di spesa né può finanziarsi l'acquisto delle quote dei privati mediante l'ipotizzata distribuzione di utili da parte della società visto che la Ops non solo ha chiuso l'esercizio al 31 dicembre 2006 con una perdita di 248.419,71 euro come da relazione di stima del prof. Andrea Ziruolo, ma il bilancio preventivo 2008-2010 della società prevede una perdita di 275.995,00 euro per l'esercizio 2007».
L'assemblea dei soci della Ops «non può dunque deliberare la distribuzione di utili se non previa copertura delle perdite», sottolinea Febbo.
Febbo aggiunge, poi, che la valutazione delle azioni dei privati appare «eccessiva» perché non tiene in conto la perdita prevista per l'esercizio in corso. E se fosse vera la premessa su cui si fonda la delibera, ovvero il preteso divieto a carico della Ops di continuare ad operare per conto della Provincia dopo il 31 dicembre del 2008, «alla scadenza della convenzione in essere, allora il valore reddituale della Ops sarebbe nullo trattandosi di società destinata alla liquidazione».
«Il vero problema di una Ops interamente pubblica – spiega Febbo – è che non essendoci l'obbligo di procedere a gare d'appalto, per l'affidamento dei servizi, tra i quali la manutenzione delle strade che l'Ops si appresta ad assumere, l'amministrazione Coletti continuerà a fare clientela, ovvero ad incrementare ulteriormente il numero degli interinali, passati negli ultimi tre anni e mezzo da 58 a 280 con una spesa a carico della Provincia di 6 milioni di euro l'anno, e dunque ad ingrossare le file dell'esercito dei precari, peraltro nel silenzio più assoluto di Rifondazione Comunista e della Cgil, e salterà il Patto di stabilità. E il mancato rispetto del Patto di stabilità sta già provocando seri problemi: non vengono pagati i fitti, i fornitori, le bollette delle utenze principali, non si comprano banchi e arredi scolastici».
Un risultato comunque la diffida lo ha già prodotto: «il consiglio di amministrazione dell'Ops, convocato per il 26 ottobre, non ha approvato l'acquisizione della quota dei privati rinviando ogni decisione al 22 novembre. In quella sede dovrebbe decidere anche sulla distribuzione degli utili, secondo quanto deliberato dal Consiglio
Provinciale: ma di quali utili parliamo?» «L'acquisto delle azioni dei soci minoritari privati rappresenta quindi – conclude Febbo – un'operazione giuridicamente ed economicamente non necessaria e come tale non conforme ai principi di efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa».

COLETTI: «LA PROVINCIA STA AGENDO AL MEGLIO»

Da parte sua Coletti sostiene che la Provincia di Chieti «ha messo in atto i provvedimenti approvati dal Consiglio Provinciale inerenti l'acquisizione delle quote di partecipazione dei privati presenti nella Ops S.p.A. e l'approvazione del Piano economico – tecnico – finanziario per il quinquennio 2007/2011 relativo il progetto V.I.T.
(Verifica Impianti Termici)».
«Senza questi provvedimenti», ha spiegato Coletti, «la Provincia, nel rispetto della normativa di legge vigente, non avrebbe potuto affidare direttamente all'Ops i servizi, con il conseguente rischio del licenziamento di tutti i dipendenti. Oggi invece, le maestranze dell'Ops possono essere tranquille».
E' vero, ha sottolineato la Provincia che il Piano per il raggiungimento del pareggio economico nel biennio prevede la necessità di una temporanea diminuzione di 10 unità lavorative, «ma esiste già l'intesa per il mantenimento degli attuali livelli occupazionali che potrà passare attraverso l'allargamento dei servizi prestati».
Il piano industriale approvato dal Consiglio Provinciale prevede anche la riduzione del costo sostenuto da parte dei cittadini da 7.5 euro l'anno, a 12 euro biennali per il servizio di VIT (Verifica Impianti Termici), «tenendo conto che il costo del controllo è per legge a totale carico degli utenti e non può essere coperto da altre entrate dell'Ente».
Obbligo della Provincia è quello di ridurre il più possibile i costi per i cittadini, «come abbiamo fatto», sostiene Coletti, «erogando i servizi, ma allo stesso tempo questi devono essere convenienti a sua volta per l'Ente».
«Si deve tener conto anche», ha concluso il presidente Coletti, «che interamente pubblica l'Ops potrà avere affidamenti in house dei servizi, che attualmente svolge o di altri che la Provincia stessa intende affidarle».

12/11/2007 9.51