Giorgi, «anche Pescara a rischio per lo scioglimento dei ghiacciai»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Ieri mattina lo scienziato sulmonese Filippo Giorgi, unico italiano nel Comitato intergovernativo per i mutamenti climatici (Ipcc) dell'Onu, vincitore del premio Nobel per la pace 2007 insieme all'ex vice presidente americano Al Gore, ha incontrato 200 studenti dell'istituto tecnico industriale "Volta" di Pescara.

PESCARA. Ieri mattina lo scienziato sulmonese Filippo Giorgi, unico italiano nel Comitato intergovernativo per i mutamenti climatici
(Ipcc) dell'Onu, vincitore del premio Nobel per la pace 2007 insieme all'ex vice presidente americano Al Gore, ha incontrato 200 studenti dell'istituto tecnico industriale "Volta" di Pescara.


Gli studenti hanno partecipato al seminario sui mutamenti climatici organizzato dal gruppo di lavoro sull'Agenda 21 Locale della Provincia nell'ambito della seconda "Settimana di educazione allo sviluppo sostenibile" indetta dall'Unesco.
Giorgi è intervenuto all'incontro in diretta telefonica, dal suo ufficio nel Centro internazionale di fisica teorica di Trieste.
Sollecitato dalle domande di Sante Di Paolo, assessore provinciale all'Ambiente, di Mauro Latini, curatore dell'iniziativa, del biologo Giovanni Damiani, invitato tra i relatori, ma anche dei docenti e dei ragazzi, Giorgi ha fatto chiarezza sulle variazioni del clima in atto sul pianeta.
«Negli ultimi decenni - ha spiegato - si osserva un'accelerazione del riscaldamento globale e dello scioglimento dei ghiacciai e dei poli, che se dovesse continuare, metterebbe a rischio città costiere come Pescara, dove potrebbe verificarsi nel lungo periodo un innalzamento del livello del mare fino a 10 metri. Dobbiamo impegnarci tutti per stabilizzare le emissioni dei gas serra, soprattutto anidride carbonica e metano, sotto il livello soglia e ciò sarà possibile solo riducendo l'uso dei combustibili fossili».
Secondo Giorgi «nei prossimi dieci o venti anni», bisognerà mettere in atto «efficaci politiche di efficienza energetica e nel lungo periodo vanno incentivate ricerca e investimenti sulle fonti rinnovabili».
Giorgi ha detto la sua anche sul nucleare, argomento spinoso al centro dell'attuale dibattito nazionale e internazionale sul futuro dell'energia dopo l'esaurimento del petrolio:«sono piuttosto scettico su questo fronte. Il nucleare nasconde tanti problemi, non solo legati allo stoccaggio e smaltimento delle scorie radioattive, ma alla sicurezza dei lavoratori e delle comunità che vivono intorno alle centrali. Secondo me, dobbiamo avere molta più paura di un mondo in cui proliferi il nucleare che dei cambiamenti climatici, anche se in Francia e in Svizzera la sperimentazione nel settore sta andando bene. Tra l'altro – ha concluso lo scienziato - il nucleare non e' neanche competitivo da un punto di vista economico».

10/11/2007 9.59

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