E L'Aquila rischia di perdere il centro operativo delle Poste

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. «Occorre un'immediata presa di posizione del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente per salvaguardare la presenza nella nostra città del Centro Operativo delle Poste e di altri uffici postali a rischio di chiusura». A chiederlo sono stati i consiglieri dell'Aquila del Gruppo dell'Italia di Mezzo Marco Tiberio, Emanuele Imprudente. A PESCARA POSTE AI COLLI IN TILT ARCHEOCLUB:«VECCHIO ESPOSTO PER INTERRUZIONE PUBBLICO SERVIZIO E TRUFFA»
Fino ad oggi, sostengono i consiglieri, il sindaco non si è pronunciato e «occorre che lo faccia al più presto» «Preoccupa molto», spiega Tiberio, «il silenzio, oltre che degli amministratori locali, anche dei sindacati (Ugl a parte) e delle stesse Poste Italiane. Il sindaco riunisca, prima che sia troppo tardi, i sindacati, i rappresentanti di Poste Italiane e i capigruppo consiliari per fare chiarezza e per prendere delle decisioni forti e univoche. Si deve evitare a tutti i costi che il Cpo e altre strutture delle Poste vengano di fatto soppresse o fortemente ridotte».
«Per quanto ci riguarda», spiega Imprudente, «voteremo l'ordine del giorno che presenterà il collega consigliere comunale Luigi D'Eramo, finalizzato per l'appunto a sollecitare l'amministrazione attiva ad assumere tutte quelle iniziative necessarie per evitare che venga cancellato il Centro Operativo e, di seguito, altri uffici postali».
I due consiglieri chiedono che non si perda altro tempo: «il nostro territorio rischia di continuare a perdere strutture strategiche importanti e, quello che è peggio, è che tutto ciò avviene nell'indifferenza di chi potrebbe e dovrebbe intervenire».
La preoccupazione di trasferimenti di dipendenti e di potenziamenti di altre aree geografiche è più che sufficiente, secondo l'Italia di Mezzo «per unire le forze politiche della città affinché non venga perpetrato un altro scempio».

08/11/2007 10.49

A PESCARA POSTE AI COLLI IN TILT

PESCARA. Vanno avanti ormai da una settimana i disagi per i residenti della parte bassa dei colli di Pescara ed in particolare per i residenti di via Rigopiano, via M.te Siella, via Passolanciano e via del Circuito e via Matese.
La situazione è critica, perché la posta oramai non viene recapitata da almeno un mese con regolarità. «Ad alcune famiglie di anziani», racconta il segretario della sezione Antonio Blasioli, «è stata interrotta la linea telefonica, con la motivazione che la bolletta postale non era stata pagata, ma la bolletta nelle loro case non è mai pervenuta, e ciò che è più preoccupante è che si tratta di insediamenti popolari, dove abitano moltissimi anziani che non possono recarsi ogni giorno all'ufficio postale per reclamare la consegna della corrispondenza e che non possono sopportare i costi di mora».
Agli studi di professionisti la corrispondenza non viene recapitata per tempo, tanto che sono pervenute fatture già scadute.
«Questa situazione è già stata denunciata da più parti», continua Blasioli, «e dopo le nostre missive di contestazione siamo anche stati contattati da alcuni funzionari di Poste Italiane che ci avevano promesso un impegno per risolvere il problema».
Ciononostante persiste ancora il disservizio, per cui i residenti chiedono una intensificazione nella consegna e un aumento delle risorse umane da destinare al sevizio. In settimana ci sarà anche una manifestazione di protesta «e non escludiamo anche un esposto da presentare alla Procura della Repubblica di Pescara per sottoporre all'attenzione della stessa Procura se è riscontrabile il reato di interruzione di pubblico servizio ex art. 331 c.p.».
Blasioli ha annunciato che verrà messo in piedi anche un servizio gratuito per la presentazione di reclami da inviare a Poste Italiane, «con la certezza che molti di questi comportamenti dovranno ottenere un ristoro equo per quello che ancora oggi è un problema che non riesce a risolversi».

08/11/2007 11.31

ARCHEOCLUB:«VECCHIO ESPOSTO PER INTERUZONE PUBBLICO SERVIZIO E TRUFFA»

La sede di Pescara di Archeoclub d'Italia ha reso noto di aver da tempo presentato un esposto alla Procura della Repubblica .
Nel documento è stato anche sottolineato come, oltre all'ipotesi di interruzione di pubblico servizio nei confronti dei responsabili di questo disservizio divenuto cronico, non sarebbe da escludere anche quella di truffa da parte di Poste Italiane.
«Infatti», spiegano dall'Archeoclub, «anni or sono venne istituita la posta prioritaria che, con una tariffa superiore del 50% a quella della posta ordinaria, garantiva la consegna del corrispondenza opportunamente affrancata ed impostata, entro il giorno successivo. Successivamente furono abolite le tariffe ridotte di cui godevano gli inviti e gli stampati ed equiparate tutte a quelle della posta ordinaria. La posta prioritaria sembrava funzionare e, quindi, un numero sempre maggiore di Italiani preferì servirsi del nuovo servizio a costi ben superiori, pur di avere la certezza di una consegna rapida e puntuale».
«Improvvisamente, però», hanno spiegato gli aderenti e firmatari dell'esposto,«la posta ordinaria è stata abolita o – meglio - con cinica operazione la sua tariffazione è diventata tutta “prioritaria,” mentre sono state furtivamente eliminate le garanzie e le caratteristiche proprie della “prioritaria”, facendo invece precipitare i tempi di consegna ai peggiori livelli del passato. In poche parole la posta è ormai tornata tutta ordinaria ma con le tariffe di quella prioritaria e l'inganno e la beffa della scritta “prioritaria” sui francobolli».
Non sarebbe, quindi, difficile individuare «il filo di un unico disegno realizzato a danno degli utenti volto a far prima accettare loro l'aumento del 50% delle tariffe in cambio di una consegna garantita in tempi brevi per poi eliminare improvvisamente gli aspetti positivi del sistema conservando, invece,aggravati, quelli negativi per i cittadini, ma estremamente vantaggiosi per Poste Italiane, dei forti aumenti tariffari».

09/11/2007 8.29