Mega impianto trattamento rifiuti industriali a due passi da discarica tossica

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Mega impianto trattamento rifiuti industriali a due passi da discarica tossica
BUSSI. «Un rimedio peggiore dei mali da curare». Potrebbe definirsi così la vicenda scoperta da Legambiente e Wwf relativa alla costruzione di «un enorme impianto per il trattamento di rifiuti industriali» da realizzare proprio nella “capitale del rifiuto tossico imboscato”. Esatto: Bussi sul Tirino.
La notizia emerge da un «incredibile documento», viene definito così dagli ambientalisti, la richiesta avanzata al Comune di costruzione del mega impianto.
Si tratta di un'ipotesi di accordo proposto dalla ditta marchigiana (di Piediripa vicino Macerata) Orim al Comune per far insediare a Bussi un impianto di trattamento di rifiuti industriali che, a regime, occuperebbe ben 6 ettari di territorio, a poche centinaia di metri dal Parco Nazionale del Gran Sasso-Laga.
Non si tratta, come qualcuno potrebbe pensare, di un impianto per un primo trattamento della colossale montagna di rifiuti tossici già presenti nelle discariche abusive, ma di una struttura che dovrebbe importare scarti industriali da tutta Italia e magari anche dall'estero.
Secondo gli stessi proponenti non esisterebbero più di 10 impianti simili al mondo.
Bussi si appresta a diventare la capitale dei rifiuti industriali, illegali e legali, d'Italia?
Dai rifiuti si vorrebbero recuperare sostanze quali Vanadio, Nichel, Molibdeno e, addirittura, Cobalto, attraverso lavorazioni che comporterebbero l'uso di sostanze quali acido cloridrico, acido solforico e cloro puro.
Un mix di composti estremamente pericolosi, gran parte dei quali presenta concentrazioni oltre i limiti di legge nei terreni delle discariche abusive trovate a Bussi.
Un territorio già gravato da tali problemi, peraltro tra i più vulnerabili d'Abruzzo visto che sul suo territorio vi sono le falde più importanti della regione.
«Può sopportare un altro insediamento di questo genere?», si domandano gli ambientalisti?
«E' legittimo chiedersi», dicono ancora Wwf e Legambiente,«se esiste un collegamento tra questo progetto e quanto dichiarato dal Presidente della Provincia Giuseppe De Dominicis che, in sede di riunione presso la Regione Abruzzo il 23 maggio 2007, affermava di essere “favorevole dell'inserimento del sito tra quelli di interesse nazionale limitatamente al sito della discarica abusiva” facendo notare che “in quell'area è in atto un processo di reindustrializzazione” di cui bisognava tener conto».
Posizione isolata visto che è ormai unanimemente riconosciuta la necessità di perimetrare un territorio molto più vasto visti i valori di contaminazione tra i più alti d'Europa.

«E' una proposta inaccettabile e per certi versi persino provocatoria» dichiara Angelo Di Matteo, segretario regionale di Legambiente, «da un lato ci si mobilita per affrontare e risolvere la gravissima vicenda dei rifiuti tossici e dall'altro si vorrebbe continuare a concentrare sostanze pericolosissime sopra la falda che rifornisce centinaia di migliaia di persone. Il futuro di Bussi e della Val Pescara non può essere indissolubilmente legato ai rifiuti. Occorre rompere questa spirale programmando interventi realmente sostenibili, anche legati alla chimica, ma solo quella di qualità».
Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo invece sostiene che «sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Dopo aver constatato la totale e drammatica incapacità degli enti preposti ai controlli di evitare che una buona parte del territorio di Bussi divenisse una discarica tra le più grandi d'Italia, ora si vorrebbe proseguire con interventi del tutto incompatibili con l'ambiente. E' ovvio che le situazioni d'emergenza possono essere sfruttate da qualcuno per promuovere impianti che nessun altro luogo probabilmente accetterebbe. Non è così che si pianifica il futuro di quel territorio. Bisogna invece guardare agli esempi europei più riusciti di riqualificazione ambientale chiamando le migliori intelligenze nazionali per progettare un futuro sostenibile che riguardi non solo Bussi ma l'intera vallata del Pescara».


07/11/2007 13.56

E L'ASSESSORE PROVINCIALE DI PESCARA E' CONTRARIO

L'assessore alla Qualità della Vita e dell'Ambiente della Provincia di Pescara, Sante Di Paolo, si schiera con le associazioni ambientaliste.
Bocciando senza appello l'ipotesi, che «darebbe un'altra mazzata - sottolinea - ad un territorio già pesantemente compromesso dalla mega-discarica, a livello ambientale e d'immagine», Di Paolo ribadisce l'appoggio incondizionato al progetto del Comune di istituire alla periferia del paese una Riserva naturale del fiume Tirino, «così da affiancare alla bonifica dell'area contaminata dai rifiuti tossici la creazione di occupazione, magari di qualità». E l'assessore va oltre, proponendo un secondo progetto innovativo per riabilitare l'identità “verde” del comprensorio: «Mettiamo insieme le energie – è il suo appello agli enti interessati – per creare a Bussi un centro di eccellenza che faccia ricerca sulle emergenze ambientali».

10/11/2007 10.56