Castiglione (An): che fine ha fatto il distretto sanitario di Catignano?

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. «Che fine ha fatto il distretto sanitario di Catignano?» A domandarselo e soprattutto a chiedere ragioni della chiusura – risalente ormai a diversi mesi fa – della struttura, è Alfredo Castiglione, capogruppo di An in Consiglio Regionale.
«Il distretto svolgeva una funzione importantissima per Catignano e anche per i paesi limitrofi, da Civitaquana a Vicoli e Carpineto».
Oltre al prelievo del sangue e relative analisi e alla presenza di vari specialisti come il cardiologo, lo sportello amministrativo permetteva il disbrigo di varie pratiche: dalla scelta del medico di base al rilascio di autorizzazioni e permessi, ad esempio per locali e feste.
«Adesso per avere gli stessi servizi», ricorda Castiglione, «che prima si avevano in casa bisogna recarsi a Penne – la cui strada, in particolare d'inverno, è resa impraticabile dalle continue frane – o addirittura a Pescara, con disagi che sono facilmente immaginabili».
«Non siamo nuovi a chiusure: a Penne, ad esempio, non c'è più urologia, ma l'aspetto sconcertante della vicenda di Catignano – sottolinea Castiglione – è che non sono state fornite spiegazioni e c'è una struttura inutilizzata che presto sarà fatiscente. Il mesto tramonto dell'Ospedale di Pescara ne è l'esempio più eclatante. La mia proposta di stabilizzazione dei precari utilizzando i fondi globali non è stata neanche presa in considerazione dal Consiglio Regionale e i risultati si sono visti: repari a rischio chiusura e peggioramento dei servizi al paziente».
07/11/2007 11.06