Verì (Fi), un consiglio comunale straordinario per gli allagamenti in città

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio comunale di Pescara per affrontare il problema degli allagamenti in città dopo ogni acquazzone. La richiederà la Commissione Permanente Lavori pubblici e Infrastrutture al presidente del Consiglio Gianni Melilla.
Lo ha ufficializzato la capogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara Nicoletta Verì al termine della riunione della stessa commissione, alla quale ieri hanno preso parte i rappresentanti della Attiva Spa e dell'Aca.
«L'esito della riunione è stato estremamente preoccupante – ha detto al termine la capogruppo Verì, che nel corso del vertice ha anche prodotto una documentazione fotografica relativa agli ultimi episodi di allagamento in città -: in sostanza, la Attiva, chiamata in causa per il problema di tombini e caditoie ostruiti dai rifiuti, ha confermato che a Pescara ci sono 23mila tombini e che, secondo un proprio programma, la società dovrebbe pulirne 90 al giorno».
Programma che però difficilmente gli addetti al servizio riescono a rispettare «perché spesso la presenza delle auto parcheggiate impedisce agli operai di pulire le caditoie (dimostrando un'assenza di programmazione degli interventi), e poi basta una giornata di vento per riostruire tombini e bocche di lupo, vanificando anche il poco fatto».
La Attiva ha lamentato che le condotte cittadine sono sottodimensionate rispetto alle reali esigenze del territorio, che con le risorse disponibili, sia economiche che umane, «non si riesce a garantire la pulizia di tutte le strade, senza parlare dei disagi, ad esempio, del lungomare, dove la sabbia ha completamente occluso le tubazioni».
Altri problemi sono stati paventati dall'Aca, «primo fra tutti la presenza a Pescara di un sistema di acque misto – ha continuato la capogruppo Verì -, ossia condotte uniche in cui scorrono sia le acque bianche che nere, anche in quelle zone in cui le reti fognanti sono appena state rifatte dall'amministrazione D'Alfonso, come in via del Santuario, spiegando dunque perché le strade continuano ad allagarsi e non riescono ad assorbire quattro gocce di pioggia. Unica soluzione, secondo l'Aca, potrebbe essere l'installazione di idrovore nel sottosuolo, a ridosso delle pompe di sollevamento, che nei casi di pioggia eccessiva entrerebbero in azione per abbassare la falda e impedire la fuoriuscita dell'acqua in superficie».
Tra l'altro l'Aca ha anche aggiunto che quando la Attiva pulisce i tombini, non può limitarsi a un intervento superficiale, ma almeno dovrebbe arrivare con le proprie macchine a pulire e liberare da ostruzioni almeno il punto di collegamento tra le caditoie e le relative fogne.
«Il problema – ha proseguito la capogruppo Verì – è dunque molto più grave del previsto e per Pescara si preparano nuovi allagamenti per i quali nessuno degli Enti, né Comune, né Aca né Attiva, hanno saputo indicare rimedi. La questione dovrà essere subito affrontata dal Consiglio comunale che andrà informato dello stato di emergenza in cui ci troviamo».
Inoltre già in commissione è stata chiesta la sospensione dei lavori di rifacimento della fogna in via Di Sotto che, secondo il sindaco D'Alfonso, avrebbe dovuto risolvere per sempre il problema degli allagamenti: l'Aca ha detto che gli episodi continueranno a ripetersi perché, anche in questo caso, verrà rifatta un'unica condotta per acque bianche e nere, senza alcuna separazione, dunque un puro palliativo per rifare una condotta ormai marcia che provoca cedimenti della strada.
«L'appalto», sostiene Verì, «andrà però fermato per evitare un ennesimo sperpero inutile di soldi, in attesa di decidere in Consiglio comunale, come procedere in tutta la città ed eventualmente predisporre nuovi e diversi interventi».
07/11/2007 9.02