Vasto, oggi si decide sul porto

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Vasto, oggi si decide sul porto
VASTO. «Chiedo al sindaco di Vasto, Luciano Lapenna di non portare all’Ordine del giorno del Consiglio comunale del 6 novembre l’ampliamento del Porto di Punta Penne e di riflettere sulla necessità di tale opera». RC:«NO A DECISIONI AFFRETTATE»
La richiesta arriva da Walter Caporale, consigliere regionale dei Verdi. «E' auspicabile», ha spiegato il consigliere, «una concertazione con tutte le parti interessate e soprattutto valutare la necessità di evitare un altro eco-mostro nel tratto della Riserva della Costa Teatina già minacciata dall'ampliamento dei porti di Francavilla e Ortona e dal disastroso Porto di Fossacesia, condannato dall'Unione Europea».
Scettico sul consiglio comunale anche l'associazione civica Porta Nuova. «Noi non siamo in via pregiudiziale contrari all'ampliamento del porto», assicura Michele Celenza. «Diciamo che la questione va affrontata nella sua specificità. Nello specifico non si pone la questione se sia bene in astratto il raddoppio del porto; ma la questione del significato e delle implicazioni di questa operazione». A Punta Penna, entro una superficie di pochissimi chilometri
quadrati, sono presenti contemporaneamente il sito di interesse comunitario, il porto commerciale, una Riserva Regionale, due zone a vincolo archeologico, una zona industriale, una zona residenziale (le case ATER). E sempre lì nel Piano Territoriale delle Attività Produttive (PTAP) la Provincia ipotizza la delocalizzazione di alcune attività industriali.
«Siamo all'assurdo», assicura Celenza, «perché oggi il Consiglio Comunale sarà chiamato ad attestare una conformità tra il PRG vigente e il nuovo Piano regionale particolareggiato senza che nessuno o quasi dei consiglieri (bisogna eccettuare il presidente del COASIV) abbia mai visto il nuovo PRP. Ripetiamo che il PRP non è passato neppure in commissione. Se i consiglieri comunali se la sentono di firmare questa cambiale in bianco, con tutte le conseguenze di natura giuridica che l'attestazione pubblica del falso comporta, si accomodino pure».
Antonio Perrotti, già coordinatore del Settore Urbanistica e BB.AA. della Regione Abruzzo sulla questione è stato chiaro.
«In contrasto palese con tutti gli Strumenti Programmatici e di Piano regionali, provinciali e comunali vigenti si continuano a delineare progetti ad esito economico-funzionale incerto di sicuro danno all'ambiente», ha detto.
«La Lottizzazione Maresca per 80.000 mc a Roseto,l'insediamento di circa 200.000 mc alla Foce del Saline-Piomba,il disastroso porticciolo di Francavilla, l'ampliamento del Porto di Ortona con annessa lottizzazione waterfront di 90.000 mc, le mire immobiliari (latenti alle confuse e contraddittorie azioni di tutela messe in piedi) sul resto della Costa Teatina e in ultimo l'operazione Porto turistico a Vasto», continua Perrotti, «non lasceranno un ml di costa “non attrezzato”. Perderemo l'occasione di proporre una valorizzazione turistico-ambientale alternativa e più lungimirante. Nel merito specifico (pur non avendo davanti il progetto –fatemene avere una copia!) devo dire che tale intervento è in variante al PRG, al PTP,al QRR ,al Piano ASI e soprattutto al Piano Regionale Paesistico che su tale tratto di costa prevede solo zone a Conservazione assoluta. Il Consiglio Comunale potrebbe farsi promotore di una proposta di massima tutta da verificare : infatti la reale praticabilità è subordinata ai pareri della Regione,della Provincia e degli altri enti nazionali competenti,mentre andrebbe seriamente verificato il rapporto costi –benefici con la conseguente ipotesi di imputarne i costi solo al “privato”».

06/11/2007 9.24

RC:«NO A DECISIONI AFFRETTATE»

Rifondazione Comunista ha chiesto ufficialmente al Sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, il rinvio della discussione sulla variante al Piano Regolatore Portuale (PRP) all'ordine del giorno del consiglio comunale di oggi pomeriggio.
«Infatti», spiegano da Rifondazione, «sebbene il Consiglio comunale di Vasto sia chiamato solo ad una condivisione formale della variante, non avendo una diretta competenza in merito, è da sottolineare che nel momento in cui si sceglie di discutere nel luogo della rappresentanza di tutti i cittadini un argomento di estrema importanza per il futuro ambientale, sociale ed economico non solo di Vasto ma dell'intera area, è bene che lo si faccia realizzando una reale partecipazione e condivisione delle scelte.
E' evidente che nel percorso fino ad ora seguito», aggiungono,«sia mancata una collegialità sia all'interno della maggioranza, chiamata a visionare il progetto solo pochi giorni prima del passaggio in Consiglio e pertanto di fatto privata del suo reale ruolo di indirizzo politico e strategico, e sia della cittadinanza. Rifondazione Comunista continua infatti a credere che la partecipazione dal basso sia l'unico metodo per una crescita della nostra città che sia armonica e che coincida con l'interesse della comunità vastese.
Crediamo che proprio le specificità del Porto di Vasto, inserito in un contesto ambientale ed archeologico di pregio nazionale facente parte tra l'altro delle aree che la Regione ha individuato per la realizzazione del Parco della Costa Teatina, siano l'elemento cardine su cui costruire la variante. L'Amministrazione è chiamata a compiere una scelta di fondo chiara e non mediabile: ci si deve avviare ad uno sviluppo commerciale-industriale oppure turistico-sostenibile?
Riteniamo al momento che nella variante proposta ci siano elementi poco chiari e approfonditi».

06/11/2007 17.03