Tassa di 2,50 euro per la riscossione dei vaglia abolita grazie ad un sulmonese

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Un signore di Sulmona aveva inviato nei mesi scorsi una lettera scritta a mano (e senza firma) all'indirizzo della Federconsumatori ponendo un quesito sul costo dei vaglia postali e più precisamente per l'entrata in vigore dell'odiosa tassa di 2,50 euro da pagare per riscuotere il vaglia postale.

ABRUZZO. Un signore di Sulmona aveva inviato nei mesi scorsi una lettera scritta a mano (e senza firma) all'indirizzo della Federconsumatori ponendo un quesito sul costo dei vaglia postali e più precisamente per l'entrata in vigore dell'odiosa tassa di 2,50 euro da pagare per riscuotere il vaglia postale.


Grazie a questa segnalazione che l'associazione dei consumatori definisce «molto garbata» la Federconsumatori si è attivata ed ha ottenuto un'importante vittoria a favore dei cittadini che utilizzano i vaglia postali.
Poste italiane ha sospeso, infatti, la richiesta «per noi illegittima di euro 2,50 nei confronti dei beneficiari di vaglia postali».
A partire dal 1 luglio 2007, infatti, i cittadini che si erano recati alle poste per riscuotere in contanti un vaglia postale si erano visti consegnare una cifra decurtata di euro 2,50 rispetto a quella inviatagli.
Ricevuta la segnalazione Federconsumatori aveva immediatamente diffidato Poste Italiane dal procedere in questo comportamento, «iniquo, perché colpiva la clientela più debole» e «illegittimo, poiché si traduceva in un palese abuso di posizione dominante».
Federconsumatori, inoltre, decorso il tempo stabilito dalla legge, dalla presentazione della diffida avrebbe richiesto l'intervento del tribunale per inibire il comportamento di Poste italiane lesivo dei diritti e degli interesse dei cittadini.
Il consumatore sulmonese che si è firmato con una doppia G non ha comunicato recapiti nella sua lettera per cui l' associazione non riesce a contattarlo per dirgli grazie.

05/11/2007 9.38