La Asl:«l’ospedale di Atessa non è in pericolo. Ecco le prove»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ATESSA. Si profila un week end “tutto sanità” ad Atessa, dove sono state annunciate iniziative di sensibilizzazione e azioni in difesa dell’ospedale. Un’occasione utile, a parere del Direttore generale della Asl Lanciano-Vasto Michele Caporossi, per porre l’accento sulle iniziative intraprese per migliorare la sicurezza e la qualità dell’assistenza nel nosocomio sangrino.
«L'avvio del cantiere per la realizzazione del nuovo centro operatorio ha ormai fugato ogni dubbio sui progetti di questa Direzione – mette subito in chiaro il manager – e credo possa essere sufficiente a provare l'infondatezza del timore di un paventato ridimensionamento dell'ospedale di Atessa. E' il segno che stiamo investendo su questa struttura, arricchita anche da nuove ed eccellenti professionalità, come quella di Carmine Lanci, nuovo primario chirurgo, che in meno di un anno ha già prodotto risultati eccellenti, dando un forte impulso alle attività: da gennaio a oggi sono stati eseguiti 520 interventi, oltre ai 200 in regime di day surgery, con previsione di chiudere il 2007 a quota 650; a questi, vanno ad aggiungersi 400 prime visite e 388 esami endoscopici. Ho fatto solo un esempio, ma un discorso analogo vale per gli altri reparti e servizi, che rappresentano un irrinunciabile punto di riferimento per le popolazioni della zona».
«La sospensione, poi, dell'attività del punto nascita – aggiunge Caporossi – ha avuto il solo obiettivo di garantire il diritto a un parto sicuro delle donne in attesa, per le quali l'unico cambiamento è rappresentato dal recarsi in un'altra delle nostre strutture solo per mettere al mondo il proprio figlio, in condizioni di massima tutela per la salute propria e del bambino, assistite dal ginecologo di fiducia. E dal tenore delle lettere che riceviamo, mi sembra che queste garanzie siano state apprezzate dalla maggior parte delle nostre pazienti».
Un ultimo riferimento va ai nuovi arredi, consegnati all'ospedale di Atessa prima ancora che in tutti gli altri, che hanno «migliorato sensibilmente il comfort delle stanze di degenza, così da rendere il ricovero meno disagevole, nel rispetto del fondamentale diritto dei malati a essere accolti in un luogo decoroso».

02/11/2007 11.57