Prostituzione, «ordinanza del sindaco di Controguerra inefficace»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CONTROGUERRA. Nelle settimane scorse il sindaco di Controguerra, Mauro Scarpantonio ha emesso una ordinanza anti prostituzione . Oggi il sindaco di Arcarano Emiliano Di Matteo lo attacca: «decisione che non porterà a niente, se non a facile pubblicità. La Cassazione ha già stabilito a Verona che il sindaco non può fare niente».

CONTROGUERRA. Nelle settimane scorse il sindaco di Controguerra, Mauro Scarpantonio ha emesso una ordinanza anti
prostituzione
.
Oggi il sindaco di Arcarano Emiliano Di Matteo lo attacca: «decisione che non porterà a niente, se non a facile pubblicità. La Cassazione ha già stabilito a Verona che il sindaco non può fare niente».



Indirettamente il Comune di Ancarano, che vive questo stesso problema e che non ha sostenuto la stessa iniziativa, si sente tirato in ballo in particolare quando il sindaco di Controguerra afferma di essere stato sostenuto in questa battaglia solo dai suoi stessi concittadini ma non dai colleghi.
«La presenza della prostituzione sulla Bonifica del Tronto è una piaga annosa che cerco di debellare fin dal mio primo insediamento del 2001», assicura oggi il sindaco di Arcarano Emiliano Di Matteo. Il vero ostacolo incontrato fino ad oggi è dato dall'insieme delle orme delle Leggi dello Stato che non consentono al sindaco interventi incisivi al riguardo. Debbo precisare», continua il primo cittadino, «che nessun collega mi ha cercato per coinvolgermi in un'iniziativa comune. Quando non ero ancora Presidente della Città Territorio, la mia proposta di delegare le funzioni della municipalità all'Unione raccolse un tiepidissimo interesse e fu subito stoppata così come ebbe stessa sorte la petizione per chiedere il rafforzamento delle Caserme dei Carabinieri. Istanza, quest'ultima, strombazzata in conferenza stampa e poi portata avanti dal solo Comune di Ancarano».
La seconda precisazione del sindaco è che non «ho mai preso in considerazione l'adozione di un'ordinanza analoga a quella di Controguerra. Il motivo va ricercato in una sentenza della Cassazione, della quale ero a conoscenza, che aveva annullato un medesimo provvedimento del sindaco di Verona dichiarandolo illegittimo. In questo modo ho evitato al mio Comune pretese risarcitorie dei soggetti sanzionati e non ho alimentato superflue quanto inutili forme di pubblicità».
Da da sei anni, assicura Di Matteo, «la mia amministrazione combatte la prostituzione con i mezzi che le Leggi nazionali ci consentono come controlli periodici, continui e capillari di Carabinieri e Polizia Municipale. Attraverso essi il fenomeno è stato circoscritto e ridimensionato rispetto a qualche anno fa».


02/11/2007 9.54