Wwf:«Dal pozzo 3 per due giorni acqua inquinata e fuori legge»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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VAL PESCARA. Dal pozzo n.3 dei Pozzi S. Angelo, il 17 e 18 ottobre andata in rete acqua con valori di Tetracloruro di Carbonio oltre i valori di riferimento dell’Istituto Superiore di Sanità (analisi ARTA). Il Wwf: «tutto ampiamente previsto e prevedibile, come l’ennesimo fallimento del sistema di controllo». Presentato un nuovo esposto alla Magistratura.
Diversi giorni prima della chiusura del pozzo n.3 di Castiglione a Casauria, avvenuta ufficialmente il 22 ottobre scorso, i valori di tetracloruro di carbonio nell'acqua andata in rete avevano valicato il valore di riferimento dell'Istituto Superiore di Sanità – Organizzazione Mondiale della Sanità.
E' questa la grave ed inoppugnabile verità contenuta nei referti dell'Arta che il Wwf ha avuto questa mattina.
Le analisi tra il 9 e il 18 ottobre dell'Arta sul pozzo n.3 rivelano un fatto «incredibile ed inquietante»: una progressione inarrestabile sul filo del rasoio (valori tra 3,6 e 3,9 microgrammi/litro) fino a superare il valore di riferimento i giorni 17 ottobre (post-filtro 4,1 microgrammi/litro) e 18 ottobre (4,2 microgrammi/litro). Ricordiamo che il valore di riferimento dell'OMS-ISS è 4 microgrammi/litro.
Tra l'altro il cattivo funzionamento dei filtri era palese fin dai primi di ottobre, visto che un'altra sostanza, il cloroformio, aumentava nel passaggio nei filtri (ad esempio, il 9 ottobre, da 3,9 microgrammi/litro a 4,3).
«Nonostante tutto ciò, stante ai documenti in nostro possesso», denuncia ancora una volta Augusto de Sanctis, «quest'acqua è andata in rete. Come previsto dal Wwf, ora la ASL (e, speriamo, nella persona del massimo responsabile, il Direttore Balestrino), l'Aca e l'Ato, ma anche tutti gli altri enti che hanno partecipato alla Conferenza dei servizi di settembre in cui si decise di riaprire i pozzi S. Angelo, devono spiegare ai cittadini come sia possibile, dopo quanto accaduto a luglio ed agosto, aver mandato in rete acqua con concentrazioni di un possibile cancerogeno oltre i valori di riferimento dell'Istituto Superiore di Sanità. Inoltre devono rispondere su tutti i punti sollevati da noi in questi mesi su cui ancora attendiamo risposta».

«Quanto accaduto è del tutto inaccettabile, oltre qualsiasi immaginazione», accusa ancora De Sanctis, «abbiamo 500000 tonnellate di rifiuti tossici a monte dei pozzi con valori di contaminazione decine di migliaia di volte oltre i limiti di legge nelle falde, i filtri non funzionano, il monitoraggio giornaliero è del tutto insufficiente per attivare azioni utili a non mandare in rete acqua contaminata. Nei referti dell'Arta non vengono valutate sostanze pericolose, come il pentaclorobenzene, la cui presenza nei pozzi è stata accertata due anni fa. Nonostante tutto questo, si continua ad insistere ad emungere dai Pozzi S.Angelo, visto che i pozzi n.4 e n.6 sono ancora aperti. Attendiamo i referti del 14, 19 e 20 ottobre, per avere il quadro completo e presentare un nuovo esposto alla Magistratura; speriamo che sia l'ultimo».
L'appello poi è sempre lo stesso: chiudere anche gli altri pozzi incriminati.
Nel frattempo per ora governabili disagi sono registrati in numerose zone dei comuni serviti dall'Aca per la scarsa pressione negli acquedotti.

31/10/2007 14.04