Federconsumatori, «toglieteci tutto, ma non il brodetto»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

927

ABRUZZO. L’associazione dei consumatori chiede l’attuazione di una legge contro il versamento dei fanghi nell’Adriatico.
«Eravamo una Regione all'avanguardia in materia di tutela ambientale», ricorda la Federconsumatori, «ma purtroppo finora non abbiamo saputo gestire questo vantaggio».
Così la normativa approvata il 30 maggio 2006 aveva fatto sì che, in Italia, l'Abruzzo fosse secondo solo al Friuli Venezia Giulia. Ma purtroppo la prospettiva di non vedere più dispersi in mare i materiali dragati nel porto sono finora miseramente naufragate.
«Eppure, dopo che la stampa abruzzese ne aveva parlato», ricorda Federconsumatori, «e il presidente del Consiglio regionale Marino Roselli insieme ad alcuni consiglieri regionali se ne era gloriato, si pensava che immediatamente si sarebbe passati alla fase esecutiva: il mare Adriatico, infatti, è piccolo e poco profondo, ma in compenso brulica di pesci ed alcune specie sono davvero pregiate».
Tra l'altro, la legge era stata scritta con la collaborazione dell'Arta ed anche la Capitaneria di Porto si era detta disposta a collaborare per preservare il mare dallo scempio.
Ma le attese sono rimaste deluse: «c'è stato un regolamento attuativo, sono stati addirittura stanziati dei fondi, ma ancora oggi incredibilmente nessuno, né in Regione, né tra i professionisti esperti ha predisposto un progetto che attui la legge evitando che questo scempio continui ad accadere sotto i nostri occhi causando un subdolo inquinamento».
Al contrario la Federcosumatori Abruzzo è «mortificata da tutta questa incuria e preoccupata perché andando avanti così, tra poco, oltre ai “cannolicchi”, ormai spariti da tempo, non si vedrà più neanche il nostro caro “brodetto”».
30/10/2007 10.27