«Mi bruciava se facevo pipì a letto e mamma stava a guardare»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. Il bambino di 6 anni dell'Aquila ha confermato ieri, nel corso dell'incidente probatorio, le accuse di maltrattamenti nei confronti del convivente della madre, arrestato il 5 settembre scorso perché accusato di avergli procurato bruciature con la sigaretta ogni volta che faceva la pipì a letto. LA SCOPERTA DELLE VIOLENZE
Secondo quanto è emerso nel corso dell'udienza la madre del bambino
non sarebbe esente da responsabilità.
Ieri una delle prove che vengono considerate regine. E' stata la vittima a confermare le violenze subite, nel corso dell'incidente probatorio.
Una conferma molto importante, secondo i legali difensori della giovane vittima.
Interrogato da una psicologa in un'aula blindata del Tribunale, il bambino ha confermato le accuse di maltrattamenti - scoperti e denunciati dal padre naturale - e lo stesso ha fatto la sorella 15enne.
A renderlo noto è stato l'avvocato del patrigno, Nadia Mariotti.
«I due minori - ha spiegato il legale - hanno confermato i fatti contestati. L'interrogatorio si è svolto con formula protetta: i legali di tutte le parti in causa si sono riuniti nell'aula magna, mentre in un'altra stanza collegata una psicologa esperta in psicologia infantile poneva le domande ai due».
«Sia il bambino che la sorella maggiore - ha aggiunto - hanno risposto
alle domande, affermando che l'uomo procurava bruciature di sigaretta
al bambino, mentre ha trovato conferma anche il ruolo della madre che
non si è opposta a questi fatti, cui assisteva».
Secondo l'avvocato «i prossimi passi saranno la conclusione delle
indagini preliminari e quindi il dibattimento vero e proprio, anche se
con il mio assistito potremmo valutare l'ipotesi di ricorrere a riti
alternativi come il patteggiamento o l'abbreviato. Tuttavia è prematuro parlarne».

30/10/2007 10.00