Rare farfalle notturne nell’Oasi Wwf di Alanno

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Le ricerche scientifiche confermano l’importanza del patrimonio ambientale dell’Oasi WWF della Diga di Alanno, una delle aree umide abruzzesi più importanti per la tutela della biodiversità.

I risultati di due ricerche scientifiche su farfalle notturne ed uccelli confermano l'importanza dell'Oasi WWF della Diga di Alanno in provincia di Pescara per la tutela della biodiversità.
Sono 52 le specie di farfalle notturne censite nell'area protetta dai ricercatori impegnati in uno studio sulla biodiversità del territorio dell'oasi. Tra queste spiccano la Mythimna zeae e la Hypena lividalis due rare specie di nottuidi, una famiglia di farfalle notturne. Per la prima specie si tratta della seconda segnalazione per l'Abruzzo. La sua presenza si deve certamente all'ampia estensione nell'oasi di canneto a Cannuccia di Palude, pianta nutrice della specie. La seconda è una rara specie subtropicale il cui bruco si nutre della pianta Parietaria officinalis.
Per quanto riguarda gli uccelli, l'Oasi si conferma come punto strategico di transito per l'avifauna. I risultati complessivi dei primi 10 mesi d'inanellamento scientifico del 2007 hanno portato alla cattura di ben 647 individui appartenenti a 31 specie. Tra queste spicca la seconda cattura di Pettazzurro avvenuta in Abruzzo e, soprattutto, le quattro ricatture di individui già inanellati in altre aree e poi ricatturati nell'oasi dopo viaggi di centinaia di chilometri.
Le ricatture più interessanti riguardano il Forapaglie castagnolo, passeriforme migratore tipico delle aree umide. Nell'oasi sono stati ricatturati ben due individui provenienti dall'Ungheria, come testimonia la scritta impressa sull'anello. Altre due ricatture riguardano una piccola specie legata ai canneti, il Pendolino, con due individui entrambi provenienti dalle aree umide romagnole.
«Questi dati sono fondamentali per migliorare le nostre conoscenze sulla biodiversità delle aree umide abruzzesi», ha spiegato Franco Recchia, biologo dell'amministrazione provinciale di Pescara, «e, soprattutto, per ottenere informazioni sulla migrazione dell'avifauna. Le ricatture ci dicono che la nostra regione è interessata nel periodo autunnale da una migrazione di animali provenienti dai paesi dell'Europa orientale che poi utilizzano la nostra regione per svernare. A questi si aggiungono altri migratori che seguono la costa adriatica».
29/10/2007 15.01