Area di risulta. L’opposizione:«Ci incateneremo contro l’arroganza del sindaco»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Area di risulta. L’opposizione:«Ci incateneremo contro l’arroganza del sindaco»
 PESCARA. «Non solo siamo pronti ad occupare l'aula consiliare ma se è necessario ci incateneremo lì per chiedere giustizia e l'intervento delle autorità preposte che fino ad ora si sono dimostrate sonnacchiose»; «la firma del contratto sarebbe un atto delinquenziale. Politicamente»; «E’ divenuta ormai insostenibile per la città l'arroganza del sindaco». Si riaccende, dunque, per esplodere furiosa di nuovo la polemica sull'appalto dell'aria di risulta e sulla gara contestata. COSTANTINI (IDV):«SE D'ALFONSO FIRMA IDV FUORI DALLA MAGGIORANZA». TUTTO SULL'AREA DI RISULTA
Il centrodestra ritorna compatto nel ribadire la sua ferma contrarietà a procedere mentre si attendono gli esiti di indagini e i procedimenti amministrativi.
E proprio sulle indagini ancora una volta il senatore Pastore è stato molto duro nel chiedere tempi veloci.
«I sequestri ci sono stati: che si proceda ora e subito con l'archiviazione e con il rinvio a giudizio», ha detto Pastore, «la città ha bisogno di sapere la verità su questo appalto» che Carlo Masci ha definito «il più remunerativo della storia per Pescara con circa 400milioni di euro di incassi».
Una vicenda, dunque, sub iudice perché è inscritto un procedimento al Tar di Pescara sulla procedura della gara, e un procedimento della procura di Pescara per eventuali profili penali denunciati da alcuni cittadini.
Vi sono poi le prescrizioni dell'Autorità garante della concorrenza del mercato che lo scorso 18 ottobre ha spiegato in una missiva indirizzata al sindaco, senza mezzi termini, la poca trasparenza del bando.
A questa si aggiunge l'indicazione dello stesso Tar che nell'ultima udienza aveva prescritto il congelamento della procedura, in attesa proprio della pronuncia di una sentenza.
Ieri, tuttavia, l'udienza è saltata per l'indisponibilità di un giudice e subito è iniziato il battage della amministrazione comunale la quale ritiene che le indicazioni del tribunale amministrativo (che impediva la firma del contratto) siano scadute ieri.
Una visione giuridica contestata dai legali dell'opposizione che però hanno preferito non discutere della sospensiva.
Leggendo la lettera dell'Autorità garante della concorrenza -l'autorità che vigila sulla parità di requisiti degli operatori economici- si capisce chiaramente il difetto di trasparenza del bando del Comune di Pescara.
L'Autorità, infatti, ha rilevato «come risulti effettivamente controversa la definizione delle attività riconosciute in concessione ai sensi del bando e degli ulteriori atti di gara, con specifico riferimento all'effettivo numero dei parcheggi in aria Ztl e Zsc disposti in gestione. In effetti, tale grandezza», si legge ancora, «risulta desumibile solo dalla lettura di un documento -lo schema di convenzione della cui esistenza è stata data comunicazione a mezzo della lettera di invito spedita alle imprese interessate a partecipare alla gara- reso disponibile però soltanto dopo la pubblicazione del bando, per di più in forma di schema contrattuale eventualmente suscettibile di ulteriori modificazioni».
«Se ne desume che la lettura del bando», scrive l'Autorità, «non consentisse dunque alle imprese di determinare al meglio la propria volontà a partecipare alla gara».
In sostanza -come già sostenuto molte altre volte- l'Autorità mette in risalto il fatto che nel bando veniva specificato il numero di 600 parcheggi da gestire, mentre in realtà si è poi scoperto che sono quasi 5000.
Alla lettura del bando, ogni impresa ha fatto i suoi calcoli e molti hanno deciso di non parteciparvi perché con la gestione di 600 parcheggi non si riusciva a rientrare nei costi.
Nella lettera di risposta del sindaco Luciano D'Alfonso si evidenzia come il richiamo formale dell'autorità «sia stato adottato al di fuori degli schemi e delle procedure di legge, senza peraltro garantire alcuna forma di effettivo contraddittorio».
Di seguito si chiarisce come il rilievo sia «destituito di fondamento sia perché non vi sono contrasti tra la lettera d'invito ed il bando» e sia perché «la gara, essendo una procedura ristretta, attribuisce un ruolo preponderante non al bando di gara ma alla lettera d'invito».
Il centrodestra è poi tornato sulla questione del referendum del piano traffico.
«Il sindaco faccia campagna elettorale dicendo di voler stipulare il contratto con la ditta Toto», hanno detto in conferenza stampa, «e noi diremo il contrario; vediamo chi vince le elezioni».
Si è poi tra l'altro ricordata la promesse del 2003 di D'Alfonso («prometto di non avviare appalti sei mesi prima delle elezioni»), «qui», ha ribadito Masci, «si sta stipulando non un appalto ma l'appalto degli appalti nel semestre bianco».

26/10/2007 13.29

COSTANTINI (IDV):«SE D'ALFONSO FIRMA IDV FUORI DALLA MAGGIORANZA».

«D'Alfonso è un grande conoscitore degli appalti pubblici, grazie all'esperienza maturata alla Provincia di Pescara, all'ANAS, alla Strada dei Parchi S.p.A. e, da ultimo, al Comune di Pescara», esordisce nel suo ultimatum Carklo Costantini (Idv) .
«Conosce perfettamente, quindi, anche per averle vissute in prima persona, le conseguenze devastanti che si determinano per le casse pubbliche quando un appalto viene realizzato sulla base di un progetto non realizzabile o in base ad una aggiudicazione a rischio di annullamento. Per questo», aggiunge Costantini, «indipendentemente da quanto dichiarato dal suo legale e dall'Assessore Tommaso Di Biase, sono certo che prima di firmare il contratto attenderà non dico il pronunciamento del Consiglio di Stato, ma almeno quello del TAR, atteso per le prossime settimane. Se così non fosse dovrà – come Segretario Regionale del Partito Democratico, oltre che come Sindaco di Pescara – prendere atto dell'uscita definitiva dell'Italia dei Valori anche dalla maggioranza che governa il Comune di Pescara».

26/10/2007 15.16

ASSESSORE LUCIANI: «NON SI PUÒ PRETENDERE UNA GIUSTIZIA A OROLOGERIA»

«Si pretende una “giustizia ad orologeria” al polso di una sola parte e si fanno pressioni assolutamente inaudite e inopportune».
E' ancora l'assessore Massimo Luciani a prendere le difese della giunta D'Alfonso e a respingere al mittente le accuse della Cdl.
«Forse dovevano preoccuparsi di più di far studiare ai loro legali le procedure, poiché nella seduta di ieri davanti al Tar, pur interpellati hanno rinunciato a chiedere un provvedimento cautelare di sospensione di un atto che è pienamente valido ed esecutivo. Mancata, quindi la proposta di un proponimento di sospensione, sul piano giuridico il provvedimento è assolutamente valido e si può procedere alla firma e alla stipula del contratto».
«Ad ogni conferenza stampa salgono i toni virulenti», dice Luciani,«tutto ciò che si produce in questa amministrazione è ciò che la norma permette. Ci sono gli organi terzi a cui ricorrere, come ampiamente è diventato lo stile dell'opposizione cittadina che, incapace di produrre una proposta per lo sviluppo della città, ormai è totalmente rifugiata nel ruolo di “signor no”, per impedire riqualificazioni di area strategica, nuove opportunità di crescita economica della città, una migliore qualità della vita».

27/10/2007 9.14