Incendio San Giuliano:«i lavori sull’autostrada causarono altri 7 incendi»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1196

L’AQUILA. Si è conclusa oggi la fase di indagine relativa al nefasto incendio della pineta di San Giuliano a L’Aquila dello scorso 9 agosto 2007. Fu quello uno dei più devastanti e pericolosi roghi della infuocata estate abruzzese.

L'AQUILA. Si è conclusa oggi la fase di indagine relativa al nefasto incendio della pineta di San Giuliano a L'Aquila dello scorso 9 agosto 2007. Fu quello uno dei più devastanti e pericolosi roghi della infuocata estate abruzzese.



Fin da subito si disse che la causa scatenante furono i lavori senza protezione sulla vicina autostrada dove una ditta stava sostituendo i guardrail. Nelle operazioni di sezionamento delle protezioni di ferro alcune delle scintille avrebbero raggiunto la sterpaglia sottostante innescando l'incendio. Per questo dal giorno successivo il titolare della ditta era stato indagato. Oggi però si scopre che quelle operazioni di ammodernamento della autostrada avrebbero causato altri sette roghi dalle conseguenze fortunatamente meno gravi.
Per questo rischiano altre sei persone che potrebbero finire nel registro degli indagati.
A rimettere al sostituto procuratore Tullia Monteleone della Procura della Repubblica di L'Aquila, la comunicazione conclusiva sull' attività di indagine è stato il comandante, sostituto Commissario della Polstrada, Danilo Ciucci.
«Nel corso di questi poco più di due mesi di attività», racconta Ciucci, «sono state raccolte, analizzate e confrontate numerose testimonianze e la documentazione acquisita presso le società interessate dai lavori (committente, appaltatore e sub-appaltatore), riscontrando probabili ulteriori responsabilità in quanto accaduto. Dalle indagini è infatti emerso che l'incendio del 9 agosto 2007, scaturito a seguito delle lavorazioni di taglio della preesistente barriera metallica di protezione laterale (sostituita con altra di diversa consistenza e conforme alle norme attualmente in vigore), non è stato affatto un caso isolato, essendo stata preceduta, dalla fine del mese di giugno 2007, da 7 incendi in A/24 e A/25 con la stessa origine ma, fortunatamente, con minori danni all'ambiente».
L'unico elemento di differenziazione con i precedenti accertati è nel forte vento presente il giorno 9 agosto 2007 direzione nord-est.
«Per questo motivo», aggiunge Ciucci, «avvalendosi anche dell'ausilio di personale della locale Direzione Provinciale del lavoro, è stata riscontrata la probabile responsabilità di alcune figure professionali previste nell'appalto dei lavori, a vario titolo interessate della gestione dei lavori, che negligentemente non disponevano l'interruzione delle lavorazioni in corso o l'utilizzo di adeguati schermi di protezione dalle scintille e dalle scorie prodotte dal taglio del materiale ferroso».
Oltre alla squadra di operai e al titolare della ditta che quel giorno si trovava ad effettuare la lavorazione, al vaglio della autorità giudiziaria è ora la posizione di altri sei indagati con incarichi di responsabilità in alcune delle ditte interessate, per il reato di incendio boschivo aggravato e per la violazione di norme penali relative alla sicurezza sul lavoro e le precauzioni da adottare in caso di operazioni pericolose.

22/10/2007 14.07