Polo chimico di Bussi, Bruxelles approva le tecnologie "a membrana"

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Arriva da Bruxelles il sospirato via libera dell’Unione europea agli aiuti concessi dal governo italiano per l’avvio nel polo chimico di Bussi sul Tirino di nuove tecnologie per la riconversione delle produzioni del cloro-soda da “mercurio” a “membrana”.
A darne comunicazione è il presidente della Provincia di Pescara (nonché coordinatore dell'Osservatorio per la chimica) Giuseppe De Dominicis.
«Il passaggio a nuove e più sofisticate tecnologie, permetterà soprattutto di mettere in campo risorse per circa 15 milioni di euro», ha spiegato De Dominicis, «una somma ingente destinata a introdurre nel ciclo produttivo dell'azienda chimica una importante iniezione di innovazione tecnologica, senza dimenticare gli importanti benefici ambientali. Ora, dopo la definitiva approvazione dell'Unione europea, sarà possibile dare seguito all'accordo sottoscritto nell'estate del 2006 con la partecipazione e l'interessamento di numerosi soggetti istituzionali, attraverso un accordo di programma, tra cui il ministero dell'Ambiente, la Regione Abruzzo, la Provincia di Pescara e l'amministrazione comunale della cittadina della Valpescara. Una intesa condivisa in tutti i suoi passaggi con le organizzazioni sindacali dei lavoratori».
Una volta a regime, la produzione dei nuovi impianti viene stimata in circa 25 milioni di tonnellate l'anno di cloro. Improntata alla cautela la valutazione di De Dominicis: «Si tratta di un buon segnale, perché in questo modo il gruppo Solvay sarà in grado di realizzare uno dei suoi obiettivi per l'area, e nello stesso tempo il processo di creazione di un polo industriale trova nuove ragioni per essere realizzato».

19/10/2007 9.23