Maxi sequestro di genziana nel parco Gran Sasso Laga

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2199

ASSERGI. Sul crinale tra Monte S. Franco e Monte Jenca, in località Valle del Paradiso (AQ), gli agenti del Corpo Forestale dello Stato – Comando Stazione di Pizzoli - nella mattinata di ieri hanno fermato quattro persone e sequestrato un ingente quantitativo di radici di genziana (Gentiana lutea). S.A., A.L., A.E., A.D., queste le iniziali dei quattro fermati, sono stati sorpresi mentre si allontanavano dalla zona a bordo di un fuoristrada, di proprietà di un allevatore, che era alla guida del mezzo, sul quale i Forestali hanno rinvenuto tre grandi sacchi colmi della preziosa radice, pronta a trasformarsi in ettolitri del noto, omonimo liquore. Un quantitativo davvero ingente, che ammonta a circa 160 radici per un peso di oltre 60 kg. I quattro sono stati denunciati all'Autorità Giudiziaria ed hanno ricevuto una sanzione pecuniaria di 1032 euro ciascuno.
Anche se da qualche tempo in lenta espansione, la genziana è considerata tuttora una specie a rischio di estinzione, e ciò proprio a causa della raccolta indiscriminata per la preparazione di liquori. Va pertanto ricordato come la specie, analogamente al genepì, sia tutelata sia dalla Legge Regionale, sia dalla Legge Quadro sulle Aree Protette.
Il Commissario del Parco, Stefano Allavena, si è vivamente complimentato con gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, per il vigile controllo che esercitano sul territorio a difesa dell'ambiente del Parco, ma ha anche espresso la propria preoccupazione per il perpetuarsi della consuetudine di raccogliere flora protetta per la preparazione di liquori in ambito domestico o ancor peggio a scopo di lucro, come sembrerebbe suggerire il caso.
«Purtroppo – ha dichiarato Allavena - da qualche tempo si sta assistendo ad un'intensificazione di atti illeciti nelle aree protette; gravi, come in questo caso, o gravissimi, come gli avvelenamenti di orsi e lupi nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, di grifoni e aquile reali nel Parco Regionale Sirente Velino o il recente avvelenamento di un cane pastore nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. E' indispensabile a questo punto intensificare la sorveglianza e, come nel caso dei veleni, adeguare la legislazione alla gravità delle situazioni».

18/10/2007 16.05