Debiti e finanza. Anche il Comune di Pescara risucchiato dagli Swap

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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 PESCARA. Si scrive “Swap” si legge “alta ingegneria finanziaria”. In italiano vengono chiamati “derivati” ma non per questo la materia diventa meno oscura. Dietro una terminologia aspra e per pochi adepti si nascondono complicati meccanismi matematico-finanziari fatti di tassi di interesse che si alzano e si abbassano a seconda di condizioni prestabilite ma del tutto variabili. Vere e proprie scommesse sulle condizioni del mercato che cambia di continuo. ANCHE RIFONDAZIONE INTERROGA D’ALFONSO D’ANGELO:«… MA SE IL PRIMO SWAP E’ STATO SOTTOSCRITTO DALLA GIUNTA PACE…» GUARDA LA PUNTATA DI REPORT

 PESCARA. Si scrive “Swap” si legge “alta ingegneria finanziaria”. In italiano vengono chiamati “derivati” ma non per questo la materia diventa meno oscura.
Dietro una terminologia aspra e per pochi adepti si nascondono complicati meccanismi matematico-finanziari fatti di tassi di interesse che si alzano e si abbassano a seconda di condizioni prestabilite ma del tutto variabili. Vere e proprie scommesse sulle condizioni del mercato che cambia di continuo.


ANCHE RIFONDAZIONE INTERROGA D'ALFONSO



D'ANGELO:«… MA SE IL PRIMO SWAP E' STATO SOTTOSCRITTO DALLA GIUNTA PACE…»


GUARDA LA PUNTATA DI REPORT



Grazie alla trasmissione di Raitre, Report, anche a Pescara si parla di questo complicato meccanismo finanziario dai mille risvolti che possono essere sintetizzati in pochi passaggi.
Il presupposto di tali operazioni sono in ogni caso i debiti accumulati.
L'ente pubblico allora decide di stipulare un contratto con una banca che, da una parte, gli dimezza la rata da pagare del mutuo ma, dall'altra, gli allunga il periodo di pagamento.
Nel meccanismo incidono pesantemente gli interessi passivi che salgono vertiginosamente.
Il risultato è, dunque, un immediato sollievo per le casse degli enti pubblici -spesso già pesantemente indebitate- così che le somme che non si versano mensilmente per il mutuo possono essere utilizzate immediatamente per servizi e opere pubbliche. In teoria.
Tuttavia il risultato finale è spesso catastrofico e drammatico con l'aumento esponenziale degli interessi passivi e, dunque, degli importi finali da pagare.
Enorme anche il vantaggio dal punto di vista politico che permette agli amministratori di oggi di indebitarsi in maniera enorme -eludendo persino il patto di stabilità: tali cifre passive non compaiono in bilancio- e di far ricadere sulle future amministrazioni i pesanti oneri frutto delle scelte finanziarie di altre gestioni.

NUOVO SWAP DA STIPULARE PRIMA DELLA FINE DEL MANDATO

Un problema non da poco che potrebbe avere anche drammatici epiloghi con il fallimento dell'ente pubblico, così come accaduto, per esempio, a Napoli e Taranto.
Dopo alcuni giorni di studio e sollecitati dalla trasmissione televisiva il gruppo consiliare comunale di Forza Italia ha studiato le carte e ha scoperto che la situazione non è affatto rosea anche da queste parti.
Esiste una delibera molto recente del 2 ottobre scorso -la 784- che dà mandato al dirigente del settore di ragioneria generale di conferire ad un istituto bancario (la Dresdner Bank, con sedi a Milano in piazza Affari 3) l'incarico di «Financial Advisor per la predisposizione e la strutturazione di tutte le operazioni che saranno ritenute opportune ed idonee alla gestione attiva dell'indebitamento del Comune stesso attraverso uno specifico mandato della durata di due anni».
Attualmente lo stesso dirigente è impegnato alla compilazione del disciplinare che regolerà i rapporti tra il Comune e l'istituto bancario scelto senza una gara pubblica.
Nella delibera è anche specificato che non vi è al momento alcun onere per l'ente (anche se questi contratti nascondono sempre costi impliciti… nessuna banca lavora gratis).
Insomma, con questa decisione presa dalla giunta comunale (ma con sindaco e vice assenti) l'ente ammette una certa urgenza nel risolvere nella maniera più indolore possibile il problema dei debiti accumulati in oltre quattro anni di gestione D'Alfonso.

QUANTI SONO I DEBITI?

Ma a quanto ammontano effettivamente i debiti?
Sulla materia c'è riserbo assoluto ed è impossibile avere notizie ufficiali.
«Che noi sappiamo, di sicuro, dal 2003 al 2005», spiega il consigliere Guerino Testa (Fi), «sono già stati stipulati contratti Swap sia su mutui che sui Boc (buoni ordinari del comune). Al momento da queste operazioni, al 2007, sono stati accumulati € 250.000 di interessi passivi ma la previsione è fortemente negativa fino al momento dell'estinzione di queste obbligazioni, fissata tra il 2015 e il 2020».
Tali contratti sono stati calati su 100 milioni di euro di debito, su un totale di 160 milioni accumulati.
Secondo Forza Italia, una stima apprezzabile di soldi pubblici da pagare in totale potrebbe essere vicina ai 500mila euro.
Il meccanismo è ancora più perverso se si considera che queste scelte di alta finanza strutturata -che servono per pagare il debito- in alcuni casi possono garantire addirittura un introito per l'ente.
E' successo per il Comune di Pescara che per queste operazioni ha introitato subito € 2 milioni.
«Questo è come il gioco delle tre carte e si perde sempre», ha spiegato Nicoletta Verì, «gli Swap sono vere e proprie scommesse, una sfida che però non si può fare con i soldi dei cittadini. Per pagare i debiti si fanno altri debiti e così all'infinito. Ora ci domandiamo come farà l'amministrazione a trovare i soldi per pagare gli interessi passivi di questa nuova operazione. Aumenterà forse le tasse? Oppure aumenterà le tariffe dei servizi a richiesta? Al momento ci sembra di poter escludere con certezza un aumento dei trasferimenti da Regione e Stato».

INTERROGAZIONE CONSILIARE

Oggi dopo le polemiche suscitate in tutt'Italia dalla trasmissione Report, i contratti Swap stipulati degli enti locali sono all'attenzione del governo e della Corte dei conti per la pesante esposizione in cui sono risultate coinvolte molte amministrazioni.
Per questo il gruppo consiliare di Forza Italia ha presentato una interrogazione per sapere quali e quante sono le operazioni di questo genere intraprese; con quali istituti di credito sono state poste in essere e in che modo sono stati scelti; come sono stati individuati gli Advisor, quali sono gli scopi da perseguire ed i criteri di contabilizzazione.
In sostanza l'interrogazione mira ad avere un quadro preciso su quanto i cittadini di Pescara dovranno pagare e per quanto tempo.
L'intenzione è quella di allargare il monitoraggio a tutti gli enti regionali, compresa appunto la regione che di sicuro ha intrapreso diverse operazioni del genere, oltre che cartolarizzazioni sui debiti della Sanità.

18/10/2007 13.00
ANCHE RIFONDAZIONE INTERROGA D'ALFONSO

Una seconda interrogazione è stata presentata anche dai consiglieri di Rc Maurizio Acerbo e Viola Arcuri.
I consiglieri intendono sapere dalla giunta D'Alfonso «se ai finanziamenti accesi dal siano stati correlati strumenti finanziari che possano creare problematiche per le casse comunale e di riflesso per i cittadini utenti che alla fine sono gli unici a pagare; se Sindaco e giunta non ritengano utile fornire alla competente commissione consiliare, e ai consiglieri tutti, una dettagliata relazione in materia».
Nella richiesta di informazioni si legge anche che «come rilevato dal recente programma televisivo di Report intitolato “ il banco vince tutto” il sistema bancario ha proposto a centinaia di enti locali strumenti finanziari con il fine di coprire il rischio del caro tassi» e che «non sempre tali strumenti alla resa dei conti si sono rilevati efficaci nel combattere il caro tassi, ma hanno determinato, a fronte di incassi di vere e proprie fortune da parte del sistema bancario, una voragine di ulteriori debiti per l'ente locale».

18/10/2007 16.57

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D'ANGELO:«… MA SE IL PRIMO SWAP E' STATO SOTTOSCRITTO DALLA GIUNTA PACE…»

Non si è fatta attendere la replica dell'assessore Camillo D'Angelo che ha precisato:«le analisi finanziarie di un Ente vanno affrontate nella loro interezza e cioè nella completa attività di gestione».
E la prima sorpresa arriva subito quando il componente della giunta rivela come il primo contratto swap sia stato sottoscritto dalla precedente giunta (presieduta da Carlo Pace).
La delibera che autorizza il contratto è la n° 370 del 20.05.2003, con affidamento alla banca BNL e alla UNICREDIT, per l'importo di € 81.168.133,95.
«Questa dimenticanza», commenta l'assessore, «dimostra o la leggerezza con la quale hanno amministrato in precedenza o la strumentalità delle polemiche odierne».
Secondo i dati forniti da D'Angelo il Comune di Pescara nel corso del 2003 / 2005 ha effettuato operazioni di rinegoziazione di debito pregresso contratto con la Cassa Depositi e Prestiti, per mutui su opere pubbliche, «attraverso una oculata ed attenta rinegoziazione dei debiti, che ha comportato reali ed effettivi risparmi finanziari attestati da tassi nettamente inferiori rispetto a quelli contratti in precedenza».
«Le operazioni infatti», spiega l'assessore alle finanze, «hanno comportato e comporteranno il pagamento di rate di rimborso dei predetti mutui, di importo di gran lunga inferiore rispetto ai contratti originari, generando in sé importanti economie finanziarie, che hanno contribuito alla realizzazione di importati opere pubbliche, ad oggi con risparmi ottenuti sulla rata mutui dal 1999 al corrente esercizio 2007 di ammontare pari a circa € 4.000.000».
Con atti del 2003, 2004 e del 2005 sono stati individuati nel rispetto delle norme vigenti advisor rispettivamente: Unicredit banca d'impresa e Banca nazionale del lavoro; Caripe Abruzzo Capital e Dexia Crediop spa.
«Sono stati contestualmente emessi Buoni Ordinari Comunali (Boc) ad estinzione di parte di altri mutui sempre Cassa Depositi e Prestiti», aggiunge D'Angelo,«naturalmente a condizioni finanziarie di gran lunga migliori alle precedenti, le cui somme sono state incassate e versate su di un conto fruttifero presso la tesoreria comunale. Tali somme sono state in parte utilizzate per operazioni di investimento nel breve termine ed hanno comportato dal 2004 al 30.09.2007, incassi in termine di interessi attivi per circa € 900.000».
«Parallelamente a tali operazioni, sfruttando situazioni finanziarie di mercato favorevoli, si è proceduto alla sottoscrizione di n° 3 contratti di Interest Swap rispettivamente con Unicredit e Bnl, ed in particolare di Interest rate collar quale combinazione di un contratto in cui il Comune limita le oscillazioni dei tassi variabili di mercato all'interno di una predefinita banda di oscillazione in media del 2%, che hanno comportato importanti vantaggi finanziari per l'Ente ammontanti dal 2003 al 30.06.2007 ad € 1.105.000. Tali contratti in quanto collegati sia ai Boc che ai mutui seguono le stesse durate contrattuali oscillanti tra il 2015 ed il 2030».

In questo modo l'Amministrazione ha accantonato sia in fase di stanziamento 2006 che in quello del 2007, € 220.000, oltre ad aver vincolato parte dell'avanzo di amministrazione 2006 per altri € 300.000, per un totale accantonato di € 520.000.
«Voglio ancora precisare ai cittadini di Pescara», ha concluso D'Angelo, «che i loro soldi sono e vengono amministrati con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti e che ad oggi il saldo finanziario positivo per l'Ente ammonta a circa € 6.000.000, beneficio che abbiamo utilizzato per fare più bella la nostra Città».

19/10/2007 8.48