Commercialista si intascava l’Iva dei suoi clienti, denunciato

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Appropriazione indebita: commercialista teramano non versa le tasse ed i contributi dei propri clienti. La guardia di finanza indaga e lo denuncia.
TERAMO. Ha trattenuto per sé circa 80 mila euro consegnatigli dai titolari di piccole imprese teramane affinché provvedesse al versamento delle imposte e dei contributi da loro dovuti al fisco e alla previdenza sociale.
Questo è il risultato scaturito dalle indagini eseguite dalla Guardia di Finanza di Teramo nei confronti di un noto consulente fiscale e del lavoro del capoluogo, il quale si rendeva disponibile a versare imposte e contributi gravanti sugli imprenditori di cui teneva la contabilità, salvo impadronirsi indebitamente di una quota rilevante del denaro che riceveva per l'occasione.
Dopo la notifica dell'ennesima cartella esattoriale da parte degli enti concessionari per la riscossione dei tributi, i malcapitati imprenditori si sono rivolti all'Autorità Giudiziaria alla quale hanno sporto querela nei riguardi del professionista.
I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Teramo, su delega della locale Procura della Repubblica, sono stati incaricati di far luce sulla vicenda e, in particolare, sulla destinazione finale degli assegni che gli imprenditori consegnavano, nel tempo, al proprio ragioniere commercialista.
Grazie agli accertamenti bancari, i finanzieri hanno constatato che una percentuale sostanziosa delle somme è stata ingiustificatamente accreditata su conti correnti intestati alla moglie del professionista, piuttosto che essere impiegata per il pagamento degli oneri fiscali e contributivi.
Grave l'atteggiamento del consulente che non esitava, più di una volta, a fabbricare falsi e inesistenti certificati di sgravio delle imposte e dei contributi non versati, riproducendo loghi, intestazioni e firme di funzionari di enti pubblici, allo scopo di tranquillizzare i propri clienti che, sempre più pressati dalle cartelle esattoriali, gli chiedevano spiegazioni di quanto stava accadendo.
L'unico indagato, finora, per i reati di falso materiale commesso dal privato e di appropriazione indebita aggravata e continuata, rimane il consulente querelato, mentre la posizione della moglie, la cui condotta materiale ha senza dubbio agevolato la commissione del reato di appropriazione indebita, è stata sottoposta al vaglio dell'Autorità Giudiziaria competente.
18/10/2007 11.49