Fiba, «pretesi canoni demaniali superiori a quanto stabilito dalla legge»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LA PROTESTA. PESCARA. «Il Comune di Pescara sta inviando cartelle di riscossione del canone demaniale con importi superiori a quanto stabilito dalla legge finanziaria. Chiediamo spiegazioni all'amministrazione». MA L'ASSESSORE ASSICURA:«STIAMO SOLO APPLICANDO LE NORME» COMITATO MARELIBERO E LA VISTA MARE


LA PROTESTA. PESCARA. «Il Comune di Pescara sta inviando cartelle di riscossione del canone demaniale con importi superiori a quanto stabilito dalla legge finanziaria. Chiediamo spiegazioni all'amministrazione».



MA L'ASSESSORE ASSICURA:«STIAMO SOLO APPLICANDO LE NORME»

COMITATO MARELIBERO E LA VISTA MARE

La denuncia arriva dalla direzione regionale di Fiba, organizzazione di categoria delle imprese balneari. «Quello cui stiamo assistendo ha dell'incredibile. La legge finanziaria» ricorda la Fiba «stabilisce importi chiari per il pagamento dei canoni demaniali, ma le imprese balneari stanno ricevendo canoni demaniali con importi superiori senza alcuna motivazione.
La voce “area scoperta categoria B”, ad esempio ha un importo stabilito dalla Finanziaria 2007 di 0,93 euro al mq. Le cartelle di pagamento inviate dal Comune, invece, ne richiedono 1,37 euro al mq. Per le aree occupate con impianti di facile rimozione, invece, la Finanziaria stabilisce un costo di 1,55 euro al mq; il Comune ne chiedi 2,29. Stessa discordanza per le aree occupate con impianti di difficile rimozione: la Finanziaria dice 2,65 euro al mq, il Comune ne chiede 3,92

Le cartelle che stanno arrivando alle imprese balneari, accusa Fiba, «contengono importi decisamente superiori a quanto stabilito nella legge finanziaria dello Stato, e non riusciamo a comprendere come sia possibile che un ente locale possa far lievitare importi stabiliti sulla Gazzetta Ufficiale».
Per questo le imprese pagheranno, salvo conguaglio, «quanto stabilito dalla legge e non quanto il Comune di Pescara pretende di far pagare, e chiediamo anche di sapere su quale base è stato determinato il criterio stabilito dal Comune nella richiesta di integrazione nel conteggio del canone anno 2007».
18/10/2007 11.43

MA L'ASSESSORE ASSICURA:«STIAMO SOLO APPLICANDO LE NORME»


«Rispetto alla questione sollevata dalla Fiba», ha commentato l'assessore al Mare Riccardo Padovano, «voglio ribadire con forza come si tratti di un tema che non dipende in nessun modo dal Comune, che anzi tramite il mio assessorato si sta adoperando affinché l'attuale norma venga rivista dal governo».
Gli uffici dell'Ente si stanno limitando semplicemente, ha spiegato Padovano, «ad applicare una norma dello Stato, cui vanno interamente gli introiti derivanti dalle cartelle di pagamento inviate ai balneatori. Non ci sono libere interpretazioni, dunque, ma solo un'applicazione rigorosa della norma, per il cui cambiamento ci siamo già attivati sia presso il Governo che presso l'Anci».
Il tema dell'aumento dei canoni demaniali è per l'assessore «un problema di cui sono perfettamente a conoscenza sia gli operatori che le associazioni di settore, e contro cui mi sono battuto personalmente anche in passato come appartenente alla categoria».
Il Comune non nega, quindi che è necessario rivedere l'attuale norma, «e so», annuncia l'assessore, «che la questione è già oggetto di attenzione da parte del Governo. In occasione della sua visita a Pescara ho esposto il problema direttamente al vice presidente del Consiglio, Francesco Rutelli, sollecitando l'attivazione di iniziative tese a rivedere la norma da parte del Consiglio dei Ministri».
Lo stesso è stato fatto con Antonio Centi, presidente regionale dell'Anci, «il quale mi ha comunicato che nei prossimi giorni sarà convocata una riunione dedicata a tale argomento, alla presenza dei rappresentanti dei comuni costieri coinvolti».

19/10/2007 10.17

I CRITERI DI CONTEGGIO DEL CANONE

«L'Agenzia del Demanio, demandata al controllo delle riscossioni», spiega l'ufficio Suap del Comune, «ha fornito le indicazioni necessarie per procedere all'applicazione dei criteri della L. 296/06, con diverse successive circolari contenenti anche la tabella analitica per l'aggiornamento dei canoni, comprensivi degli indici di rivalutazione Istat. In merito alle tariffe applicate sulle tre tipologie di superfici, (area scoperta, facile rimozione e difficile rimozione), l'amministrazione ha quindi operato secondo quanto stabilito con nota prot. n. 2007/22099 del 04/06/2007 dell'Agenzia del Demanio, Direzione Area Operativa».
In merito alle pertinenze demaniali, circa il dubbio sorto sull'applicazione delle detrazioni per scaglioni progressivi di superfici, l'Agenzia del Demanio, filiale di Pescara, (con nota n. 9875 del 25/08/2007), ha dato chiare disposizioni su come procedere, a cui questa Amministrazione si sta scrupolosamente attenendo».


COMITATO MARELIBERO E LA VISTA MARE

«Il recupero della cosiddetta”Vista Mare” è ormai una istanza che arriva non da “tre sfasciacarrozze che tengono sotto scacco l'intera maggioranza” (nota della Fiba) ma da tanti cittadini che da anni si battono contro il degrado del litorale pescarese con petizioni, assemblee ed esposti alla Magistratura».
E' questa la risposta dell'associazione Marelibero a quanto dichiarato dalla Fiba.
«Nessuno mette in discussione la legittimità dei balneatori a sfruttare il Demanio Marittimo con finalità turistiche e ricreative, ma sono sotto gli occhi di tutta la città gli abusi diffusi», si legge in una nota sul sito www.marelibero.org, «che impediscono la vista del mare e l'accesso alla spiaggia. Nella loro nota i rappresentanti della Fiba parlano di strutture”legalmente realizzate” . Ad oggi non ci risulta sia stato fatto un controllo serio ed efficace delle difformità dei titoli concessori riguardo ciò che sulla spiaggia nel corso degli anni si è costruito. Concordiamo pienamente sul” rischio di salvare chi ha realizzato le cupole di San Pietro nella propria concessione e di penalizzare invece, chi ha realizzato piccole fioriere, pedane per docce e accorgimenti di piccole dimensioni”(Fiba) ma questo è un problema che l'intera categoria dei balneatori dovrebbe discutere al proprio interno, senza omertà, così come dovrebbe denunciare pubblicamente l'impunità di cui godono alcuni di loro a scapito degli altri».
19/10/2007 16.08