Corruzione e cemento: l'attesa della gente sulla stretta finale delle indagini

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Corruzione e cemento: l'attesa della gente sulla stretta finale delle indagini
PESCARA. Riproponiamo di seguito un nostro articolo di due mesi fa tornato di stretta attualità proprio in questi giorni nei quali si ritorna a parlare delle inchieste giudiziarie di Palazzo di città. Un quadro quello tracciato con molto anticipo che inizia a trovare conferme e concretezza. TUTTO SULL'INCHIESTA CICLONE - TUTTO SULL'INCHIESTA DI PESCARA
PESCARA. Che fine hanno fatto le inchieste Ciclone e quella sull'urbanistica di Pescara? Sono in molti ad essere preoccupati dal silenzio di questi ultimi mesi e sempre pronti ad immaginare scenari nei quali la "Giustizia" non si scorge all'orizzonte...
Sono tantissime le persone che ci scrivono per sapere per caso se tutto non sia stato "insabbiato", che sembra la preoccupazione principale…
E' superfluo dire che si tratta di indagini particolarmente delicate per la vastità, la complessità delle norme e la mole di persone coinvolte oltre che per i presunti reati commessi.
Sono altresì risapute le difficoltà operative e il carico di lavoro degli uffici preposti alle indagini.
Ma sembrerebbe che gli agenti della Squadra mobile di Pescara abbiano continuato a lavorare instancabili anche durante i mesi estivi, ascoltando persone, ricevendo segnalazioni e leggendo la pila enorme di documenti per districarsi nelle vicende amministrative degli ultimi anni impastate di cemento e tangenti.
A questo punto è solo questione di mesi per poter vedere una decisione del Gip per una ipotetica archiviazione o rinvio a giudizio: poco più di due mesi e mezzo per l'inchiesta di Montesilvano, circa nove per l'altra di Pescara.
Gli inquirenti rimangono abbottonati in questa fase ma non tacciono il fatto che nella loro attività saltano fuori sempre nuovi filoni o sentieri da esplorare: nuove ipotesi di reato, nuovi fatti, nuovi indagati... E questo inaspettato carico di lavoro ha comportato un ritardo sui tempi inizialmente previsti.
Una nota positiva è l'apprensione dell'opinione pubblica che intravede in questa nuova attività di polizia (inedita) una fonte di speranza per mettere fine a soprusi,
abusi, connivenze e svantaggi di ogni genere imposti dal potere amministrativo e politico. Almeno una decina di persone, infatti, si è recata in questura a denunciare fatti e persone, depositando i propri esposti firmati, pieni zeppi di presunte notizie di reato, mentre oltre 50 sarebbero le lettere anonime pervenute alla autorità giudiziaria che dipingono uno scenario fosco.
Tutte le denunce firmate sono state inserite nei procedimenti penali e saranno valutati attentamente dalla polizia. Permessi per costruire, ristrutturazioni sospette, premi di cubatura sovrastimati, sono questi i temi più "gettonati" dai cittadini che hanno avuto il coraggio di collaborare con la giustizia. Discorso opposto invece per tutti gli indagati che hanno preferito finora negare fino alla fine le accuse contestate e documentate, dimostrando una certa comunione di intenti: l'istituto della confessione qui non pare contemplato. Tra le tante storie finite sotto la lente della procura anche quella raccontata da PrimaDaNoi.it qualche mese fa sulle stranezze urbanistiche che hanno fatto di un semplice box condonato un possente palazzo.
Eventuali irregolarità penali su questo caso saranno inglobate nel procedimento principale dell'inchiesta Ciclone.

IL CICLONE SULLA STRADA PARCO

Solo qualche settimana fa ancora una incursione della Squadra mobile, coordinata da Nicola Zupo, in Comune per sequestrare nuovi faldoni inerenti una serie di pratiche urbanistiche. Il nuovo filone più importante riguarderebbe l'appalto del tratto montesilvanese della strada parco.
Gli inquirenti ritengono che questa opera pubblica che ha tanto fatto parlare di sè negli anni nasconda numerose irregolarità amministrative che avrebbero avvantaggiato ditte di costruzione e di servizio che avrebbero ricevuto in affidamento i lavori ma senza sostenere una regolare procedura di appalto, così come era già accaduto per i lavori di ristrutturazione del PalaRoma.
Insomma una serie di opere pubbliche relative alla strada parco finite a ditte ben precise che avrebbero svolto lavori per la creazione del tracciato e relativi sottoservizi. Anche su questa vicenda gli inquirenti ipotizzano siano state versate tangenti così come nei casi analoghi già documentati.
Sarebbero comunque molti altri i fronti aperti delle indagini sul territorio di Montesilvano che per il momento ha tirato dentro 41 persone già iscritte formalmente nel registro degli indagati e che in qualche modo si relazionavano con l'amministrazione presieduta da Enzo Cantagallo, sindaco della Margherita che potrebbe tornare sulla scena pubblica molto presto.

FINE INDAGINI A DICEMBRE: COSA ACCADRA'?

La procedura penale è precisa e detta regole certe per i tempi delle indagini. Ed il tempo sta per scadere per il Ciclone. Dicembre è il limite invalicabile. Entro quella data il Pm dovrà formulare le proprie richieste al Gip e, dunque, eventuali richieste di rinvio a giudizio. Solo in quel caso inizierà il lungo percorso giudiziario che porterà faticosamente al dibattimento e fra qualche anno alle sentenze di primo grado.
Tuttavia proprio in considerazione che i fatti da contestare sono moltissimi una parte della inchiesta principale potrebbe essere stralciata; in questo caso gli inquirenti avrebbero ancora due anni per reperire prove. Decisioni che dovrà prendere il pool di pm ed avallata dal Gip. In questo caso una costola delle indagini sul Ciclone potrebbero proseguire fino alla fine del 2009.

TANGENTI A PESCARA

I venti del Ciclone verso sud sembrano essersi trasformati in un uragano pronto a manifestarsi in tutta la sua forza dirompente anche se il bel tempo di questi giorni nulla farebbe presagire.
A Pescara gli indagati sono al momento una trentina tra imprenditori del mattone, politici e dirigenti comunali. Sarebbero stati accertati una serie di reati di corruzione legati alla speculazione edilizia e a favori in genere e che riguarderebbe l'attività amministrativa del Comune almeno dal 2003.
Anche in questo caso sarebbero moltissimi i fronti aperti nelle indagini che vanno arricchendosi sempre più. Proprio una
certa mole inaspettata di lavoro avrebbe fatto slittare i tempi. L'attività di polizia è dunque tutt'altro che terminata e sembrerebbe che i pm non abbiano ancora ricevuto la relazione documentale sulla quale formuleranno le loro richieste al Gip.
Per l'inchiesta pescarese i tempi sono più dilatati e il termine ultimo per indagare dovrebbe scadere intorno a giugno 2008 anche se una prima fase potrebbe concludersi qualche mese prima così come accaduto per Montesilvano.

CIMICI MOLTO STRANE

Un fatto molto strano è stato denunciato da Licio Di Biase (Udeur), consigliere comunale, uno dei primi politici indicato come possibile indagato per una serie di relazioni con alcuni big del mattone e i contributi per la stampa di alcuni suoi libri.
Pochi giorni fa lo stesso Di Biase avrebbe presentato una denuncia ai carabinieri poichè avrebbe trovato nel suo ufficio e sede del partito almeno tre cimici collegate a fax, computer e telefono. Una scoperta descritta come fortuita e che potrebbe aprire scenari da spionaggio politico messo in atto dagli avversari per controllare le mosse del capogruppo Udeur. Oppure no.
Appare comunque difficile credere al fatto che tre cimici saltino fuori così dal nulla senza averle cercate attentamente.

COMPAGNI DI METODO: SAN GIOVANNI TEATINO

A sorpresa (nemmeno poi tanta in verità) gli agenti della Mobile hanno sconfinato qualche giorno fa anche a San Giovanni Teatino nel Comune del sindaco Verino Caldarelli per sequestrare faldoni e documenti di procedure amministrative inerenti le recenti costruzioni di centri commerciali e di palazzi e sottopassi. Anche in questo caso una particolare attenzione è stata riposta negli accordi di programma.
Insomma scene già viste ed ipotesi già formulate (tutte da dimostrare) per Montesilvano e Pescara.
Quello che emergerebbe -oltre ad alcune persone, soprattutto imprenditori che si muovono con una certa agilità nei tre comuni- sarebbe una certa omogeneità di metodo come se certe operazioni fossero fatte con la carta carbone, magari grazie ad un passaparola per soli adepti che evidenzierebbe un medesimo "Sistema" nel gestire gli affari del mattone da parte della politica.
Insomma nulla di così nuovo ma San Giovanni Teatino finisce a tutti gli effetti risucchiato dall'uragano di Pescara.
Non resta che attendere settimane e passi falsi.

17/10/2007 8.17