Orsi uccisi: primo esame parla di avvelenamento

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARSSEROLI (AQ). La notizia che si sperava di non ricevere è invece arrivata. Secondo le prime perizie effettuate sulle carcasse dei poveri animali, la morte dell’orso Bernardo e della sua compagna, nonché quello del piccolo cucciolo ritrovato insieme alla coppia e di due lupi, sarebbe da attribuire ad un avvelenamento.
La notizia era nell'aria. Fin da subito tutti avevano capito che gli orsi del Parco non erano morti per cause naturali. Impossibile che nel giro di pochi giorni una stessa malattia avesse colpito tre orsi, di età differenti, e due lupi.
Ieri sera è arrivata la triste conferma. Stando agli esami necroscopici ed istologici effettuati dall'Istituto zooprofilattico Lazio e Toscana eseguita sulla carcassa di uno dei tre orsi trovati morti nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, la causa sarebbe imputabile ad avvelenamento. Non è dato sapere, al momento, se è stato effettuato anche l'esame chimico - tossicologico per individuare la molecola della sostanza che avrebbe causato la morte del plantigrado.
Adesso, quindi, si sa con certezza che è stata la mano dell'uomo a sterminare la famiglia di orsi. Con quale potente veleno si sia agito è ancora presto per dirlo.
Gli esiti dei primi esami sono stati consegnati alla magistratura di Avezzano, che coordina l'inchiesta sulla probabile (ormai certa) morte per avvelenamento nel Parco d'Abruzzo.
Sulla vicenda c'è il massimo riserbo. Il direttore del Parco, Aldo Di Benedetto, ha confermato che questi primi esami escludono lesioni interne, malattie di carattere infettivo, aggiungendo che l'esito degli esami tossicologici sarà '«reso pubblico dalla magistratura nel momento in cui lo deciderà».
13/10/2007 9.44